E' difficile per un bambino crescere in Sud Sudan

Juba, 5 maggio 2014 – Tutte le Famiglie SOS sono state evacuate da Malakal un mese fa. Ora sono a Juba, capitale del Sud Sudan. I bambini sono arrivati disidratati, avevano perso peso ed erano malnutriti. Ora si constata un miglioramento generale della loro salute. Sono tranquilli, al sicuro e hanno ripreso ad andare a scuola. 
 
 

 
Sono iniziati i programmi per aiutare le famiglie ad affrontare il trauma dell’orrore del conflitto. Kiros Aregawi, il coordinatore del progetto SOS in Sud Sudan racconta che l’aumento dei prezzi rende la vita a Juba una vera e propria sfida quotidiana. Hanno dovuto affittare un pulmino per portare i bambini a scuola (la vettura era stata rubata dai ribelli a Malakal) e i costi del carburante sono altissimi - “Anche se qui siamo al sicuro, per il momento, i bambini sono confinati in un unico spazio. Abbiamo paura di possibili malattie o infezioni. Inoltre non c’è spazio per giocare. La situazione del Sud Sudan non è favorevole per la crescita dei bambini. La gente ha paura; nessuno sa cosa accadrà. Speriamo che la comunità internazionale faccia qualcosa per fermare la crisi”.
 
“Impossibile dimenticare quello che abbiamo vissuto a Malakal – racconta la Mamma SOS Nyabiel - il Villaggio SOS era un posto per noi sicuro fino a quando i ribelli non sono entrati. Ho gridato loro di andare via, che era un rifugio per bambini orfani e privi di cure, che non avrebbero trovato nulla. Ma a loro non importava quello che dicevo. Mi hanno puntato un fucile e mi hanno chiesto soldi, cellulari. Ricordo gli sguardi dei bambini e le lacrime silenziose. Da lì siamo andati nel Campo delle Nazioni Unite dove decine di migliaia di persone erano già in cerca di riparo e protezione dalle bande di assassini. Non avevamo abbastanza acqua o sufficienti servizi igienici e avevo paura che i bambini si ammalassero. Poi finalmente, dopo un mese, siamo arrivati qui, a Juba."
 
"Sono rimasto sbalordito. Non pensavo che sarebbe stato possibile portarci via da malakal. E' stato incredibile!" – dice sorridendo il dodicenne Nyabech – qui possiamo mangiare e dormire senza aver paura. Non importa se le camere sono piccolissime. Ho ricominciato ad andare a scuola. Sono felice”: 
 
SOS Villaggi dei Bambini sta cercando, attraverso le forze governative, di trovare una soluzione duratura e sostenibile, garantendo alle Famiglie SOS una dimora più stabile e sicura.