Ebola, il virus che uccide a a cui nessuno crede

Le testimonianze dalla Liberia e dalla Serra Leone

Milano, 21 luglio 2014 – Continuano i programmi di SOS Villaggi dei Bambini per combattere la diffusione dell’Ebola. Il virus ha già ucciso 603 persone in Guinea, Liberia e Sierra Leone, con 68 decessi segnalati nella sola ultima settimana (Fonte OMS). La Sierra Leone ha registrato il più alto numero di morti: 52.

Liberia. Le campagne governative di sensibilizzazione sono state avviate. Molte sono le persone che nascondono nelle case i malati. La presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf ha dichiarato qualche giorno fa: "Non nascondete in casa o nei luoghi di preghiera i possibili malati di Ebola. La Legge perseguirà chi non ci aiuterà a curare o a limitare il diffondersi della malattia". SOS Villaggi dei Bambini in Liberia ha adottato rigorose misure di precauzione, di sensibilizzazione ed educazione. Non sono stati segnalati nelle strutture SOS (di Monrovia, Juah Città e Sinje) casi sospetti. Il centro medico SOS di Monrovia è aperto, a differenza di molte strutture ospedaliere da cui infermieri e pazienti sono fuggiti. "La diffusione del virus Ebola in Liberia e in particolare a Monrovia è grave – afferma Simon Tokpohozin, dell’Ufficio Nazionale SOS Villaggi dei Bambini in Liberia – Il numero di persone contaminate sta aumentando di giorno in giorno. A Monrovia, la popolazione non sta prendendo sul serio l’emergenza, nonostante l'attenzione dei media, e non osserva le misure di prevenzione consigliate. Le persone nascondono i parenti ammalati nelle loro case o li portano dagli stregoni o dai pastori. Di conseguenza, non solo le persone malate muoiono, ma anche tutti coloro che le assistono. Solo pochi posti (ministeri, dipartimenti governativi e centri sanitari) stanno prendendo precauzioni. In tutti gli altri le persone continuano a vivere come se nulla fosse. Ci sono solo due centri per la quarantena a Monrovia: uno presso l’ospedale governativo John F. Kennedy e l'altro presso l'Ospedale privato ELWA. Molti altri ospedali e cliniche governative sono chiusi o perché gli operatori sanitari si rifiutano di operare, non essendo forniti di materiale di protezione, o perché questi centri sono nelle zone fortemente colpite. Il nostro Centro Medico SOS sta accogliendo tanta gente" "Il 15 luglio, lo staff del Ministero della Salute e delle Politiche Sociali è venuto nel nostro Centro Medico per complimentarsi con noi".

Sierra Leone. Abbiamo chiesto a Olatungie Emmanuel Ekundayo Woode, Direttore Nazionale di SOS Villaggi dei Bambini in Sierra Leone, quale sarà l'impatto dell'epidemia sulla popolazione. "La diffusione del virus Ebola è molto grave. Si sta propagando nella capitale. Sono ormai quotidiane le campagne radiofoniche e televisive per sensibilizzare. La popolazione, come in Liberia, non è però consapevole del rischio. Sono state chiuse le scuole nelle zone più colpite e molti lavoratori stranieri sono stati evacuati dalle zone minerarie. Qualche ONG ha temporaneamente chiuso le loro attività (Oxfam ad esempio) e ha fatto andare via i lavoratori stranieri.  Anche qui molti infermieri stanno abbandonando gli ospedali. La più grande preoccupazione è il fatto che i pazienti a rischio di avere contratto l’Ebola stanno lasciando gli ospedali e fuggendo in altre zone, aumentando così il rischio di diffusione della malattia. Nessuno dei nostri programmi è stato colpito finora. Posso dire che siamo tutti relativamente al sicuro per ora. Un programma di sensibilizzazione e di educazione è stato effettuato in tutti i nostri programmi con l'aiuto di esperti del Ministero della Salute e Igiene".