Il calcio come lotta all'esclusione sociale

Milano 9 giugno 2014 - Si stima che in Brasile 24mila bambini vivano in strada. L'80% dei bambini sotto i 3 anni, non frequenta l’asilo nido o scuola materna; due milioni di adolescenti tra i 15 ei 17 anni non sono iscritti al liceo; 3,7 milioni di bambini e adolescenti sono vittime del lavoro minorile. Oltre 2 milioni svolgono lavori domestici. Quasi 23 milioni di bambini sotto i 14 anni non hanno accesso ai servizi igienici di base (dati del 2012).

La povertà priva milioni di bambini e adolescenti dei loro diritti di base come la sanità, l'accesso all'istruzione e la sicurezza alimentare. 30.000 sono stati gli adolescenti nel 2011 ad essere stati sottoposti a misure restrittive. SOS Villaggi dei Bambini è presente in Brasile dal 1968 con 16 Villaggi SOS. Sostiene 13.121 persone, 10.000 bambini e ragazzi e 2.629 famiglie. Accoglie 704 bambini e adolescenti.

La storia di Pedro


Pedro ha sofferto di mancanza di attenzione da parte della madre, ancor prima che nascesse.  L'abuso di alcol durante la gravidanza è stata la principale causa di paralisi cerebrale che ha colpito le sue funzioni motorie e l’ha costretto a camminare sulla punta dei piedi, durante i suoi primi anni di vita. Dopo la morte del padre Pedro viene accolto, insieme ai suoi quattro fratelli, nel Villaggio SOS di Poá, ricevendo la sua prima assistenza medica. “Abbiamo lavorato tanto per ottenere la possibilità di farlo operare in tempi brevi. Me lo ricordo dopo l’operazione. Era ingessato fino alla punta dei piedi. E’ rimasto immobile per un mese. Passavo con lui giorno e notte ma Pedro non chiedeva mai nulla, non si lamentava mai. E’ sempre stato coraggioso” - racconta Emilia, la Mamma SOS.


Pedro ora cammina e corre e ha un grande amore: il calcio. Come tanti ragazzi della sua età, sogna di diventare un calciatore famoso, ancor di più da quando ha saputo che la Coppa del Mondo si gioca nel suo Paese. “Il Calcio non è solo un sogno, è stata la mia salvezza. Dopo l’operazione avevo bisogno di rafforzare i muscoli. Il calcio mi ha insegnato che posso fare goal anche nella vita. E io voglio essere un campione della mia esistenza. Il mio allenatore preferito è Emilia, la mia Mamma SOS. E’ lei che mi ha regalato speranza, fiducia e la sicurezza di far parte di una squadra, quella di SOS. Lei ha fatto tutto quello che poteva fare per me” – racconta Pedro – “se volete sapere però per quale squadra di calcio tifo… è il Real Madrid” – continua sorridendo – “Cosa dico ai mie coetanei che hanno una disabilità? Non rinunciate ai vostri sogni! Dimostrate a voi stessi che siete capaci di inseguire i sogni. E senza paura correte perché diventino realtà. Io l’ho fatto e sono felice!”. 

Elton Pereira da Silva è un istruttore di sport dal 2007. Due anni fa è entrato a far parte del team di SOS Villaggi dei Bambini per sviluppare il progetto "Sport per tutti” - “L’obiettivo è quello di  promuovere l'integrazione tra il Villaggio SOS e i bambini della comunità. Lo sport e il calcio sono il ponte. Abbiamo 80 bambini dai 9 ai 17 anni che partecipano al Programma. Poà è una zona molto povera e lo sport è uno strumento di integrazione e di promozione sociale. Voglio mostrare a questi ragazzi che possiamo cambiare il nostro mondo. Non importa quali sfide dovranno affrontare, possiamo sviluppare le loro capacità