In costruzione un Villaggio SOS temporaneo in Sud Sudan

"Non ci permettono di lasciare il Paese. Alla politica non interessano i bambini"

Juba, 21 luglio 2014 – Nonostante la polarizzazione politica ed etnica che ha afflitto il Sud Sudan negli ultimi sei mesi, il paese più giovane del mondo ha festeggiato, il 9 luglio, tre anni di indipendenza. Le strade della capitale sono state invase da canti e balli. Sugli striscioni campeggiava la scritta: "Un popolo, una nazione".

Nel suo discorso, il Presidente Slava Kiir ha invitato i suoi avversari a trovare una soluzione pacifica e duratura per risolvere la crisi del paese. Secondo Reuters, il leader ribelle Riek Machar ha risposto dicendo di essere pronto al dialogo, minacciando però ulteriori attacchi se il governo avesse tentato di comprare altre armi utilizzando i proventi del petrolio. I colloqui di pace tra le due parti in lotta sono interrotti dal mese di giugno. Le agenzie umanitarie stanno lanciando l'allarme su una vera e propria ecatombe umanitaria. Quasi 5 milioni di persone hanno bisogno di immediata assistenza alimentare e la carestia imminente potrebbe provocare milioni di morti. Il Sud Sudan è lo stato più vulnerabile del mondo (Studio della Fund for Peace, un'organizzazione di ricerca statunitense).

Costruzione del Villaggio SOS a Juba.

SOS Villaggi dei Bambini ha affittato a Korok, a venti minuti dal centro di Juba, un terreno sul quale è iniziata la costruzione del nuovo temporaneo Villaggio SOS, per ospitare temporaneamente i bambini e i ragazzi che attualmente vivono a Juba. E’ prevista la costruzione di 15 case SOS, 2 Case del Giovane, una casa per le educatrici e una per gli uffici. Le case saranno realizzate in legno e fango, ricoperte da lastre di ferro come quelle che trovano comunemente nei villaggi rurali del Sud Sudan. "Il Villaggio SOS di Malakal è ormai un accampamento militare. Qui a Juba l’affitto della casa è insostenibile. La soluzione migliore sarebbe stata trasferire tutti nel Villaggio SOS di Gulu, in Uganda. Lì c’è un Villaggio con stanze e spazi aperti" - spiega Wilhelm Huber, direttore regionale SOS Villaggi dei Bambini dell’Africa Orientale - "Purtroppo non è stato possibile. Siamo andati a bussare a tutti gli uffici ministeriali cercando di ottenere i permessi di viaggio e le carte d'identità per ogni bambino. Siamo stati bloccati. Non ce l’hanno permesso. Nessuno si preoccupa dei bambini. La politica è interessata solo alla crisi, non all’infanzia".

Le famiglie SOS vivranno nel Villaggio SOS temporaneo per circa 12-18 mesi, periodo in cui verrà costruito il Villaggio SOS definitivo: "La zona è abbastanza sicura. Anche l'ONU ha uffici nelle vicinanze. C’è una recinzione perimetrale dotata di luci e filo spinato. Il personale di sicurezza ci renderà la vita tranquilla. I nostri bambini saranno al sicuro e avranno anche un ampio spazio per giocare e correre. 21 ragazzi sono già nel Villaggio SOS temporaneo. Abitano in 6 container dotati di servizi igienici e cucina. Appena termineremo la costruzione delle Case SOS, lasceranno i container. Il 10 agosto dovremo finire i lavori. Ci scade il contratto di locazione a Juba".