Vi abbiamo sostenuto per anni e ora siete voi a volerci aiutare

La pioggia continua a cadere sulle zone colpite dall’alluvione, anche se con minore intensità.
In Bosnia Erzegovina due valichi di frontiera ( Bosanski Samac e Brcko ) restano chiusi e le aree intorno a Bosanski Šamac e a Bijeljina sono ancora sotto l'acqua.1.384 sono gli sfollati che vivono nei 42 centri di accoglienza collettivi. Ora l’emergenza è legata alla pulizia delle aree.

A Doboj, il governo locale ha mobilitato uomini e donne, dai 18 ai 60 anni, per togliere fango, detriti, carcasse di animali. Il Programma Emergenza di SOS Villaggi dei Bambini continua. A Sarajevo sosteniamo i bambini nel centro collettivo di Vogošća e nel villaggio di Svrake, colpito da una frana. Due famiglie di Nemila ( un villaggio a metà strada tra Sarajevo e Maglaj ) hanno ricevuto beni in natura (letti, pannolini, cibo). A Gračanica si sta lavorando per garantire un sostegno psicosociale ai bambini colpiti da inondazioni e frane.

A Maglaj siamo impegnati nella ricostruzione della scuola materna e stiamo aspettando la consegna delle unità abitative mobili. Il nostro team ha visitato la casa della famiglia Međić, sopravvissuta all’inondazione che ha visto 25.000 persone, ostaggi del più grande disastro naturale degli ultimi 120 anni. “Io e mia moglie abbiamo vissuto la guerra degli uomini e ora quella dell’acqua – racconta Adin – Mi ricordo tutto. Erano le 6 del mattino. Ci siamo svegliati di soprassalto e abbiamo visto l’acqua salire ad una velocità incredibile. Vedevamo gli elicotteri sopra il nostro tetto. Ci hanno gridato di non muoverci. Siamo saliti all’ultimo piano, prendendo in braccio i nostri figli. La speranza era rimasta nell’acqua. Pensavo che saremmo morti. Non avevamo nulla con noi a parte i documenti e una lettera di SOS Villaggi dei Bambini.

La vita è incredibile. Noi abbiamo sostenuto la vostra Associazione dal 2005. L’abbiamo scelta perché avete sempre fatto un ottimo lavoro con i bambini. E ora… siete voi a volerci aiutare
– Continua Adin con le lacrime agli occhi”. Adin e la moglie Aida però non vogliono nulla da SOS Villaggi dei Bambini. “Lei ha aiutato i nostri bambini e ragazzi per così tanto tempo, ora vorremmo che ci permettesse di aiutare i vostri" – ha detto loro un collaboratore di SOS Villaggi dei Bambini.



Adin spiega che hanno già tolto l'acqua dalla loro cantina, portato fuori casa i mobili bagnati: “Non avremmo mai pensato che ci potesse accadere questa cosa ma ne usciremo più uniti e più forti. Abbiamo ancora la casa, siamo salvi e i nostri figli stanno bene. C’è chi ha perso tutto. Andate prima da loro e grazie perché ci avete dato speranza”.
 
In Croazia SOS Villaggi dei Bambini sta sostenendo 330 famiglie ( 120 a Hrvatska Kostajnica e Dvor na Uni e 200 a Rajevo Selo, Račinovci, Đurići, Gunja, Strošinci) e 250 bambini con le famiglie (accolte nel centro collettivo di Županja) saranno beneficiari del programma di rafforzamento familiare.
 
In Serbia è stato di nuovo proclamato lo stato di emergenza. 150 sfollati, provenienti da Obrenovac, sono stati spostati dal palazzetto dello sport di Belgrado ad uno spazio della Fiera della città. SOS Villaggi dei Bambini ha aperto, il 30 maggio, un asilo nido nella scuola di Grdica, e un centro diurno presso il Centro per il Lavoro Sociale di Lazarevac ( vicino a Belgrado ). Abbiamo distribuito materiali di costruzione, pompe ad acqua, cibo a 17 famiglie di una comunità rom di Trstenik.