La Storia di Bashir, membro delle Nazioni Unite

Milano, 22 luglio 2014 - Bashir Hermann è il fondatore di una ONG internazionale e membro della Fondazione USA delle Nazioni Unite. Quando parla di se stesso, si definisce un bambino SOS e dice di avere milioni di fratelli e sorelle in tutto il mondo.

“Chi è stato accolto e ha vissuto in un Villaggio SOS sente un vero e proprio senso di appartenenza per tutta la vita! -  racconta Bashir – “Ora vivo in Virginia, molto lontano da Mogadiscio, in Somalia, dove all’età di tre anni venni salvato dal Villaggio SOS. Io adoravo studiare. Da ragazzo mi mandarono nella scuola Hermann Gmainer, in Kenya, per perfezionare il mio inglese. Poi mi iscrissero al College International Hermann Gmeiner in Ghana. Tornai in Kenya per studiare tecnologie multimediali e scienze delle comunicazioni. Da lì, entrai in una produzione radiofonica negli Stati Uniti. La conoscenza è potentissima ma se non ti insegnano ad aprire il cuore sei come un analfabeta, tutta la vita. Ho imparato molto crescendo nel Villaggio SOS: essere amorevoli e vivere in pace con tutti”.
 

Nel marzo 2013, Bashir, fonda il Comitato per gli Affari Internazionali somali, un’organizzazione non governativa e non-profit che promuove le relazioni internazionali tra la Somalia e partner internazionali. “Ho incontrato il presidente somalo Sheikh Hassan Mohamud, presso il Centro Woodrow Wilson l’anno scorso. Abbiamo parlato dell’opportunità di aprire un’Ambasciata somala negli USA”. Come membro della Fondazione USA delle Nazioni Unite, Bashir partecipa alla Sottocommissione degli Affari Africani per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, della pace, della sicurezza internazionale e dell'alfabetizzazione.

"SOS Villaggi dei Bambini è stata e sarà sempre una benedizione per me. Non riesco a immaginare come sarebbe stata la mia vita se non avessi vissuto nel Villaggio SOS. I Bambini dei Villaggi SOS sono privilegiati in quanto sono al riparo dalle brutture che accadono nel mondo. Io mi sono salvato, sono cresciuto protetto. Molti bambini come me sono stati maltrattati e abusati nelle strade di Mogadiscio. Io no. Sono stato fortunato”.

Questo è il motivo per cui Bashir promuove l’adozione a distanza – “Io so cosa significa essere sostenuti. Avere qualcuno che pensa a te, da lontano, ti dona forza e speranza. Siamo migliaia noi “bambini SOS”. Quando ci incontriamo, in qualsiasi paese nel Mondo ci sentiamo fratelli!”.