Le storie di Nikola e Miso da una terra sommersa

Milano, 11 giugno 2015  -  Le inondazioni che hanno colpito Serbia, Bosnia Erzegovina e Croazia sono il peggior disastro naturale degli ultimi 120 anni. Nella sola Serbia, oltre un milione di persone sono state colpite. Grabovac, un paese vicino a Trstenik è stato completamente allagato. I suoi abitanti, noti come i contadini laboriosi, non sanno come poter sopravvivere.

Incontriamo Nikola, un bambino di 10 anni. I suoi genitori hanno perso tutto. "Avevamo 60 ettari di mais" -  dice la madre di Nikola, asciugandosi le lacrime - "Tutto è distrutto, coperto da una coltre di fango. L’acqua ha ucciso il nostro bestiame e la verdura e la frutta sono ormai perdute. Viviamo con il salario minimo di mio marito che ha trovato lavoro in una fabbrica qui vicino. Oltre a Nikola, abbiamo due figlie. Studiano nel liceo di Belgrado ma non so come faremo a pagare le tasse e i libri. Ora abbiamo paura che la casa crolli. L’acqua sta mangiando le fondamenta. Sinceramente non so cosa faremo. Non abbiamo paura del lavoro, ma c'è così tanto da fare..”.

La scuola di Nikola è stata gravemente danneggiata. Le inondazioni hanno distrutto l’impianto di riscaldamento, allagato il cortile e il campo sportivo. Il tetto ha subito gravi danni. "Io esco da casa mia solo per andare a scuola. C’è solo puzza di muffa e non possiamo mai bere dai rubinetti. Ci danno le bottiglie d’acqua”.

Programma Emergenza SOS Villaggi dei Bambini.

A Sarajevo SOS Villaggi dei Bambini continua a lavorare con i bambini di Vogošća e di Svrake. A Gračanica stiamo dando sostegno psicologico ai bambini e alle famiglie. Nella Slavonia orientale, vicino al Villaggio SOS di Ladimirevci, è stato istituito un Centro di Aiuto per bambini e famiglie all’interno del quale ci sono un centro diurno e uno sportello di ascolto. Stiamo svolgendo le attività di sostegno nel Centro di Collocamento di Županja. A Kraljevo abbiamo aperto un centro diurno nella scuola di Grdica che accoglie più di 30 bambini. Sono stati acquistati mobili ed elettrodomestici per le famiglie colpite.
 
 

A Lazarevac stiamo dando sostegno psicologico alle famiglie accolte nel Palazzetto dello Sport.

Qui vivono da quattro settimane Vesna e i suoi due bambini. Ceca ha undici mesi e Miso quattro anni.

"Lo ricordo come se fosse ieri” – racconta Vesna - "Stavamo ancora dormendo quando siamo stati sommersi dall’acqua. Nessuno è venuto ad aiutarci. Ognuno ha lottato per i propri figli. Mišo, quando ha visto l'acqua, si è alzato gridando: “Mamma, ti prego, salvami”. Non lo dimenticherò mai. Mi sono sentita per la prima volta impotente. Poi, ci hanno poi portati qui. La nostra casa è distrutta. Abbiamo dovuto buttare via tutto. Mobili ed elettrodomestici. Il tetto è caduto e le pareti sono crepate. Qui l’aria è soffocante. Miso sta sempre fuori, entra solo per dormire. Dice che ci sono troppe persone che parlano. Sogniamo di poter tornare a casa, un giorno”.

Mišo ascolta la mamma e poi dice - “Io non voglio tornare a casa perché ho tanta paura dell’acqua ma non voglio nemmeno stare qui”.