In Cambogia, nel Villaggio SOS di Siem Reap, spiritualità e ascolto per far crescere i ragazzi

Chankosom Sour è dal 2002 il Direttore del Villaggio SOS di Angkor Siem Reap. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, Siem Reap è la porta d’ingresso al più grande complesso religioso del mondo, in mezzo alla foresta tropicale: la zona monumentale di Angkor.



Spiritualità e ascolto sono i programmi di questo Villaggio SOS, che accoglie attualmente 139 bambini nelle Case Famiglia SOS e 62 ragazzi nelle Case del Giovane.



“Ogni Sabato sera, invitiamo un monaco buddista al Villaggio SOS che ci aiuta a pregare e a trovare in noi gli strumenti per rispettarci, per amare noi stessi e le persone, la famiglia SOS e l’intera comunità. Abbiamo iniziato questa formazione spirituale nel 2004” – racconta Chankosom –  “A questo aggiungiamo  un incontro mensile con i ragazzi al di sopra dei 12 anni, ragazzi che in pochi anni sono cresciuti molto velocemente e che hanno bisogni e problemi diversi. Noi vogliamo e dobbiamo ascoltarli incoraggiandoli e aiutandoli ad esprimere apertamente il proprio pensiero. Vogliamo farli sentire parte del gruppo e parlare delle differenze tra il vivere nelle Case Famiglia e nelle Case dei Giovani. Quando compiranno 15 anni verranno accompagnati verso l’autonomia. Per questo li prepariamo parlando del futuro e dei loro sogni”.

Accompagnare i ragazzi nel capire se stessi, aiutarli a comprendere che i loro sogni possono divenire realtà ha determinato grandi cambiamenti. “Il rendimento scolastico, il comportamento, il senso di responsabilità, il pensiero si  possono trasformare. Noi lo sappiamo e lo vediamo.



Dare ai ragazzi gli strumenti per operare il cambiamento è fondamentale. I risultati sono sorprendenti: studiano, si impegnano, vivono la disciplina come metodo per la loro vita e non come limite. Comprendono gli errori e li trasformano in opportunità.

E’ emozionante vedere il cambiamento. Il passaggio verso l’autonomia diventerà quindi armonioso e facile. Con il nostro impegno e il duro lavoro, credo fermamente che i nostri ragazzi possano crescere diventando cittadini responsabili per i loro amici, la famiglia e la nazione”.
– conclude Chanksom.