SOS Villaggi dei Bambini presenta la ricerca sull’occupabilità dei Care Leavers

SOS Villaggi dei Bambini ha presentato ieri, 25 maggio, nella sede dell’Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza a Roma, la ricerca “Una risposta ai care leavers: occupabilità e accesso al lavoro dignitoso”.

 
Ogni anno, nel nostro Paese, sono circa 3.000 i care leavers – ovvero i giovani che in base alla nostra legislazione, raggiunta la maggiore età non possono più beneficiare della cura, della protezione e della tutela garantite dalla realtà di accoglienza residenziale – costretti, senza avere le necessarie tutele, ad avviarsi verso un percorso di autonomia economica e lavorativa. È quanto emerge dall’innovativa ricerca dal titolo “Una risposta ai care leavers: occupabilità e accesso ad un lavoro dignitoso”, realizzata da SOS Villaggi dei Bambini in 10 diversi Paesi  tra cui Austria, Croazia, Capo Verde, Spagna, Italia, Tunisia, Zimbabwe in collaborazione con il London University College e l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, e presentata ieri in occasione del Festival dello Sviluppo Sostenibile di Roma, organizzato da ASviS, in prossimità con la celebrazione della ratifica della Convenzione Onu per i Diritti dell’Infanzia (27 maggio).
 
I risultati dell’indagine - L’indagine ha l’obiettivo di fare luce, per la prima volta, su quanti e quali ostacoli, allo stato dell’attuale legislazione, i care leavers siano costretti ad affrontare dal punto di vista, sociale, economico ed organizzativo per poter raggiungere l’indipendenza economica e la stabilità lavorativa rispetto, ad esempio, ai loro coetanei che vivono in famiglia. Oltre a questo, SOS Villaggi dei Bambini vuole indagare le strutture, le policy, i processi, le prassi e le misure di supporto che possono avere un impatto sull’occupabilità e l’inserimento lavorativo dei neomaggiorenni in uscita dai percorsi di tutela.
 
L’impegno di SOS Villaggi dei Bambini per accompagnare i ragazzi verso l’indipendenza – Proprio in merito alla Convenzione ONU per i diritti dell’infanzia, SOS Villaggi dei Bambini opera secondo le Linee Guida ONU in materia di accoglienza etero-familiare e si impegna costantemente nell’accompagnare i giovani in uscita da percorsi di accoglienza nei Villaggi SOS, attraverso un progetto socio-educativo personalizzato, finalizzato all’autonomia e all’integrazione sociale.
Inoltre, SOS Villaggi dei Bambini cura la formazione degli operatori dei servizi sociali, degli educatori, degli psicologi e in generale di tutti coloro che giocano un ruolo nel mondo dei minorenni privi di cure familiari o a rischio di perderle, al fine di introdurre nel loro lavoro quotidiano, un approccio basato sui diritti dell’infanzia e sulla capacità di comunicare gli stessi diritti ai bambini e ai ragazzi.
Grazie al supporto degli educatori che li aiutano a prendersi cura di se stessi e della propria salute, si insegna ai ragazzi a gestire le proprie spese e pianificare il proprio futuro.
 
Il caso della Regione Sardegna come best practice - Nel corso della presentazione, Luisa Pandolfi dell’Università degli Studi di Sassari ha portato l’esperienza della Regione Sardegna: unica regione in Italia ad aver introdotto una legge regionale specifica che si rivolge ai giovani tra i 18 e i 25 anni in uscita dalle strutture residenziali di accoglienza.
 
 
I risultati completi della ricerca
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