Tutti i bambini contano, ma non si contano tutti i bambini

Lettera aperta alle Nazioni Unite e agli Stati Membri. Più di 175 organizzazioni firmatarie al 30 Marzo 2016
I firmatari di questo documento accolgono Transforming Our World: l’Agenda 2030 per un’Azione Globale e plaudono l’inclusione di molti bisogni olistici dei bambini, inclusa l’assistenza sanitaria, l’istruzione, la protezione dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento. Supportiamo sinceramente l’intenzione ‘che nessuno rimanga indietro’ dell’Agenda di sviluppo globale post‐2015. Per assicurarci che questo accada, è fondamentale che il quadro di monitoraggio globale preveda meccanismi tali da poter considerare anche le popolazioni più vulnerabili e difficili da raggiungere.
 
Infatti, tutti i bambini contano, ma non si contano tutti i bambini. Di conseguenza, alcuni dei bambini più vulnerabili al mondo – quelli che hanno perso o sono a rischio di perdere le cure genitoriali, che vivono in realtà di accoglienza fuori dalla famiglia d’origine o in strada, vittime di tratta, che sono stati separati dalla propria famiglia a causa di un conflitto, di una calamità naturale o a causa della loro
–disabilità, che sono stati arruolati in gruppi armati – sono ampiamente esclusi dalla mappa statistica delle Nazioni Unite. Ci sono pochi dati riguardo il numero di bambini che vive in circostanze tanto precarie, tranne alcune stime sparse provenienti da paesi specifici.
 
Secondo il rapporto UNICEF La condizione dell’infanzia nel mondo 2015 – Immaginare il futuro:
innovazione per tutti i bambini,
“Mentre il mondo prepara una nuova agenda per lo sviluppo, vi sono evidenze e dati destinati ad aggravarsi e i sistemi nazionali devono essere rafforzati per incontrare queste richieste. Per quanto riguarda i dati, una nuova agenda dovrà sfruttare il potenziale delle nuove tecnologie per raccogliere, sintetizzare e accelerare l’uso dei dati, e rinnovare gli sforzi per assicurare sistemi di registrazione completi e funzionanti. La nuova agenda dovrà permettere di conoscere anche i bambini più vulnerabili, di fare affidamento su statistiche ordinarie che forniscano dati a prescindere dal fatto che un bambino frequenti o meno la scuola o usufruisca di assistenza sanitaria. Dovrà prevedere lo sviluppo di nuovi approcci per raccogliere informazioni sui bambini senza dimora, istituzionalizzati o sfollati.”
 
In considerazione di ciò, noi sottoscritti raccomandiamo quanto segue:
 
1. Fare in modo che i bambini che vivono fuori dalla loro famiglia e/o sono privi delle cure genitoriali, siano rappresentati con dati disaggregati.
 
Nel valutare i progressi degli Stati nel facilitare la vita dei bambini, le condizioni abitative e gli ambienti di cura sono elementi chiave per vulnerabilità, rischio e svantaggio. I bambini privi di cure genitoriali sono facilmente esposti ad abusi e maltrattamenti, soffrono la mancanza di stimoli, un forte stress nocivo; tutti fattori che possono avere un effetto negativo sulla salute del bambino, sul suo sviluppo, nonché in termini di istruzione e sicurezza.
 
Se l’obiettivo dell’agenda post-2015 è che nessuno rimanga indietro, è fondamentale che il quadro di monitoraggio globale includa metodologie per assicurare che i bambini che vivono fuori dalla loro famiglia e/o sono privi delle cure genitoriali siano rappresentati, e che quel dato sia utilizzato per ispirare interventi mirati, appropriati e accessibili.
 
Disaggregare i dati in base alle condizioni abitative e agli ambienti di cura, è cruciale per tracciare i progressi fatti per i bambini, in particolare riguardo gli Obiettivi 1, 3, 4, 8, 10 e 16. E’ essenziale per:

a) analizzare le differenze di tendenze tra i bambini che vivono fuori dalla loro famiglia e/o sono privi delle cure genitoriali e la popolazione di bambini in generale; e

b) assicurare che policy e programmi includano i bambini vulnerabili tra le loro priorità. La raccolta dati deve riflettere gli obiettivi e le definizioni inclusi nella Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, le Linee Guida ONU per l’accoglienza dei bambini che vivono fuori dalla famiglia d’origine, e la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità.
 
 
2. Migliorare e ampliare le metodologie di raccolta dati per garantire che tutti i bambini siano rappresentati.
 
Il Comitato sui diritti per l’infanzia ha sollecitato tutti gli Stati a sviluppare indicatori e sistemi di raccolta dati coerenti con la Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Tuttavia, i bambini che vivono fuori dalla loro famiglia e/o sono privi delle cure genitoriali, sono rappresentati nei principali processi di raccolta dati attualmente in uso, che si basano su misurazioni ordinarie come i sondaggi demografici e sanitari (USAID) e i sondaggi ad indicatori aggregati multipli (UNICEF). Devono essere sviluppati degli approcci innovativi per valutare le condizioni dei bambini più vulnerabili nel mondo.
Il quadro di monitoraggio globale deve includere meccanismi per tracciare i progressi fatti per i bambini, compresi quei bambini che attualmente risultano invisibili a causa di indicatori e sistemi di raccolta dati inadeguati.
 
Nel quadro di monitoraggio globale post‐2015 è necessario stabilire meccanismi per integrare dati ordinari con informazioni aggiuntive sui bambini temporaneamente o permanentemente accolti fuori dalla famiglia d’origine. In alcuni paesi, tali dati già esistono, anche se, ad oggi, non vengono sistematicamente raccolti o analizzati.
 
Il quadro di monitoraggio globale post-2015 ci dà l’opportunità di fare di più e meglio nell’interesse dei bambini più vulnerabili, assicurando innanzitutto che non siano più invisibili.

Firma e fai firmare la lettera Tutti i bambini contano, ma non si contano tutti i bambini: https://wearelumos.typeform.com/to/HwFfrM