SOS Villaggi dei Bambini in Mozambico

Preparing fish - photo: S. Pleger
At the SOS Children’s Village school (photo: S. Kitshoff)

Capitale: Maputo 
Area: 799.380 kmq
Popolazione: 19.3 milioni
Etnie: Shangaan, Chokwe, Manyika, Sena, Makua e altre 
Lingua ufficiale: Portoghese 
Religioni: Religioni indigene, Cristiana 30%, Musulmana 20% 
Valuta: Metical 

 

 

SOS Villaggi dei Bambini interviene in Mozambico nel 1986 dopo sedici anni di guerra civile. 
Tete, capitale della provincia che porta il suo nome, nella parte nord orientale del paese, diventa sede del primo Villaggio SOS.

I lavori di costruzione iniziano nel 1987. 
A causa della mancanza di infrastrutture SOS attiva anche un Asilo SOS, una Scuola SOS Hermann Gmeiner, una piccola clinica, una fattoria e un forno.

Nell'agosto del 1989 SOS Villaggi dei Bambini firma un accordo governativo. La First Lady, Marcelina Chissano, diventa fervente sostenitrice delle attività SOS in Mozambico e tre anni dopo richiede la costruzione di un altro Villaggio SOS a Maputo, a 7 km dal centro. 

Segue la costruzione di un terzo Villaggio SOS a Pemba nel 1999, 2000 km a nord-est di Maputo. 
Questa regione ha subito pesantemente gli effetti della guerra civile.

Nel luglio del 2002 apre il primo Centro Sociale SOS a Pemba. 
Lo scopo di questo servizio è di sostenere socialmente ed economicamente le famiglie svantaggiate, evitando la loro disgregazione, permettendo ai bambini di crescere in un ambiente sicuro.

Durante gli anni successivi SOS Villaggi dei Bambini in Mozambico ha organizzato e reso opertivi numerosi programmi di aiuto. Il primo nel 1988 in corrispondenza di una grande carestia. 

Negli anni 90 SOS avvia altri 5 programmi di emergenza, con la distribuizione di generi di prima necessità e assistenza medica per i bambini denutriti e le loro madri.

Nel febbraio del 2000 un ciclone tropicale devasta la provincia di Maputo, il Villaggio SOS di Maputo distribuisce medicinali alle famiglie della zona e fornisce acqua potabile. 
Inoltre grazie alla genersosa assistenza di un guppo di volontari e di Nick Peters, un architetto inglese, è stato possibile costruire 16 case in cui le famiglie in senso allargato potessero prendersi cura di bambini orfani.

Oggi in Mozambico ci sono cinque Villaggi SOS (uno in fine costruzione), con Case del Giovane SOS, Asili SOS, Scuole Hermann Gmeiner e Centri Sociali SOS.  

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