Chiediamo al Governo Italiano e alle Regioni di agire subito: cessate il fuoco, stop alla compravendita di armi, accesso immediato agli aiuti umanitari.
Chi siamo
SOS Villaggi dei Bambini ETS si impegna affinché i bambini e i ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente. È presente in Italia da oltre 60 anni e oggi opera attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini ETS si prende cura di oltre 3.100 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di 51.935 bambini e giovani, protagonisti delle sue attività di Advocacy. È parte del network SOS Children’s Villages, presente in 137 tra Paesi e territori dove aiuta 7,74 milioni di persone, e del quale ospita e gestisce a livello internazionale il Programma globale di esperti sulla salute mentale e sul supporto psicosociale.
In Palestina
SOS Villaggi dei Bambini è attiva in Palestina da oltre mezzo secolo, con una presenza stabile a Betlemme dal 1968 e, dal 2000, anche nella Striscia di Gaza. Questo legame profondo con il territorio rende la crisi attuale ancora più drammatica per la nostra organizzazione, che da anni assiste bambini e famiglie con interventi umanitari e supporto quotidiano. Nel maggio 2024, il Villaggio SOS di Rafah è stato raso al suolo dai bombardamenti. Oggi, quindi, l’intera comunità è costretta a ricominciare da zero. Alcuni bambini e operatori vivono nel campo temporaneo allestito da SOS Villaggi dei Bambini a Khan Younis, che attualmente accoglie 151 persone, tra cui 38 minori non accompagnati e numerose famiglie sfollate.
Le nostre richieste
Come Organizzazione impegnata dal 1949 nella promozione e difesa dei diritti di bambini e bambine in tutto il mondo, ci uniamo alle Organizzazioni e Istituzioni che stanno chiedendo la fine delle violenze contro il popolo palestinese. Una posizione condivisa anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Ciò che sta avvenendo a Gaza è disumano.
I civili che non restano uccisi dai continui bombardamenti da parte del Governo di Israele soffrono e muoiono per la fame, la mancanza di acqua, l’assenza di medicinali e di cure.
I bambini sono i più colpiti: rappresentano un terzo delle vittime. Questo è inaccettabile e sta succedendo ora, sotto i nostri occhi.
I numeri ufficiali – che potrebbero essere addirittura sottostimati – parlano di una vera catastrofe umanitaria:
- 60.000 persone uccise, di cui 20.000 sono bambini
- 115.000 feriti
- 2 milioni di sfollati interni, su una popolazione totale di 2,2 milioni
- 1.150 operatori sanitari e 210 giornalisti uccisi
- 50.000 donne incinte private di qualsiasi assistenza medica
Tutto questo avviene in costante violazione del diritto internazionale.
Non possiamo restare inermi. Agire è indispensabile. Facendo riferimento alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, alle Convenzioni di Ginevra del 1949 e alla Costituzione della Repubblica Italiana chiediamo al Governo Italiano di:
- Attivarsi formalmente per il rispetto del diritto internazionale, l’immediato cessate il fuoco nei territori palestinesi e contro il trasferimento forzato della popolazione palestinese dai propri territori;
- Chiedere formalmente al Governo di Israele di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari e la loro distribuzione alla popolazione civile attraverso le organizzazioni umanitarie presenti;
- Sospendere ogni tipo di accordo economico politico, militare, accademico e di ricerca con il Governo di Israele, sull'esempio di quanto già richiesto da 17 Stati membri dell'Unione Europea e dal Regno Unito;
- Interrompere la compravendita di armi da e per Israele come prevede la legge italiana e ogni memorandum di intesa nel settore militare.[1]
Nello stesso momento chiediamo alle Regioni Italiane di prendere posizione formale e pubblica contro la sistematica violazione dei diritti dell’uomo da parte del Governo di Israele, sospendendo le relazioni come già stato fatto da alcune Regioni.
FIRMA ORA. NON POSSIAMO PIÙ ATTENDERE.
Ogni giorno che passa sono altri bambini a morire.
Non possiamo voltare lo sguardo. Non possiamo tacere.
Firma questa petizione. Fallo per loro. Fallo ora.
Il nostro impegno
Ci impegniamo a inviare la petizione con tutte le firme raccolte a:
[1] La legge 185/1990 stabilisce che il nostro paese non può esportare armi e componenti verso paesi impegnati in conflitti.