Coronavirus - Educazione e Salute – 09.10.2020

Covid-19 e salute mentale: l’esperienza italiana a supporto di bambini e famiglie

Quando l'Italia è stata colpita dal Covid-19 c'era ancora poca conoscenza dell'impatto che avrebbe avuto sulla società. Orso Muneghina, Responsabile Programmi internazionali ed emergenze, in questa intervista ci racconta cosa abbiamo imparato e messo in atto per prevenire violenza, abbandono, abuso e per contribuire a migliorare il benessere mentale.

L'Italia è stata tra i primi Paesi fortemente colpiti dal Covid-19 quando c'era ancora poca conoscenza dell'impatto che avrebbe avuto su bambini, famiglie e società. Orso Muneghina, Responsabile Programmi internazionali ed emergenze SOS Villaggi dei Bambini Italia e Referente del Global MHPSS, condivide in questa intervista programmi ed apprendimenti volti a prevenire la violenza, l'abbandono e l’abuso e contribuire a migliorare il benessere mentale.

Come avete capito che il Covid-19 richiedeva non solo una risposta relativa all'assistenza sanitaria, ma anche di tipo psicosociale?

Dalle precedenti epidemie, in altre regioni del mondo, sappiamo che il rischio per i bambini e i giovani di sperimentare la violenza aumenta, così come la violenza domestica. Ciò significa che un'epidemia richiede uno sforzo per ridurre i livelli di stress fin dall'inizio.

Durante una pandemia si diffonde anche un senso di incertezza generale, che può portare a una crescente paura, in particolare tra i bambini, e richiede interventi che mirano a costruire la resilienza e garantire il benessere mentale. Gli impatti negativi sulla salute mentale possono avere effetti a lungo termine.

Ora che è passato un po' di tempo e molti Paesi vivono una seconda o, addirittura, una terza ondata, possiamo vedere più chiaramente come la pandemia colpisca molti settori della vita delle persone.

In questo contesto, l'istruzione è un argomento molto rilevante per SOS Villaggi dei Bambini. Milioni di bambini hanno trascorso tempo a casa e spesso hanno perso la possibilità di frequentare la scuola o i loro amici. Nel frattempo, molte delle loro famiglie lottano contro l'aumento della disoccupazione.

Vale la pena sottolineare che, in molti Paesi, le scuole svolgono un ruolo importante nell'identificazione e nella segnalazione di possibili segni di abuso o maltrattamento e, in altri casi, nel garantire pasti e spazi sicuri per milioni di bambini. 

L’impatto del Covid-19 ha gravato sul sistema sanitario, ritardando il trattamento di altre malattie e l’erogazione di altre forme di supporto, comprese quelle volte al sostegno della salute mentale. Si verifica, quindi, un vasto "danno collaterale", che ha un impatto sulla salute mentale dei bambini e delle famiglie.

Quali sono stati gli elementi di maggiore supporto per bambini e famiglie?

I bambini e le famiglie si trovano ad affrontare una "nuova normalità", che impone loro di cambiare i propri comportamenti per adattarsi. Per esempio, il lavoro da remoto è stato un vantaggio per alcune famiglie, mentre per altre ha implicato l’avvento di nuove sfide nella vita quotidiana.

Dobbiamo garantire, per quanto possibile, struttura e riferimenti per la routine quotidiana delle famiglie che vivono a casa. I genitori non sono sempre stati in grado di proporre adeguate attività per lo sviluppo fisico, emotivo ed intellettuale dei propri figli a casa durante il lockdown.

Le nostre risposte devono anche tenere in considerazione le conseguenze a lungo termine della pandemia. I nostri Programmi di sostegno familiare sembrano essere molto efficaci nel contrastare le tendenze osservabili di aumento della violenza domestica e dei rischi per la protezione dei minorenni.

È necessario rendere adeguati i nostri interventi. SOS Villaggi dei Bambini Italia è stata coinvolta in una serie di corsi di formazione da remoto per formatori. Organizzati insieme alla  Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e di Mezzaluna  Rossa (IFRC), che ha eseguito i corsi di formazione, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)  e la New School University di New York, questi corsi di formazione consentono l’erogazione di brevi interventi psicologici a bassa intensità, che consistono in cinque sessioni e possono essere condotti da operatori che non hanno un background specifico in psicologia, per aiutare le persone colpite dalle avversità.

Finora abbiamo attivato questi corsi di formazione in Somalia, Somaliland, Etiopia, Ruanda, Burundi, Nigeria, Italia, Svezia, Belgio e Grecia. Sono stati i primi corsi di formazione da remoto realizzati con tale metodologia.

Un'altra partnership che abbiamo promosso, chiamata “Team Up Coalition”, insieme a War Child Olanda, Save the Children nei Paesi Bassi e UNICEF nei Paesi Bassi, si concentra sul benessere mentale dei bambini e sulla predisposizione di risorse e servizi di orientamento per le famiglie. Segue il modello di formazione a cascata e garantisce a coloro che sono stati formati le competenze per fornire interventi psico-sociali, ludici e motori nei Programmi di SOS Villaggi dei Bambini. L'intervento si articola in 12 sessioni di gruppo realizzate con bambini, che siamo stati in grado di effettuare anche durante la pandemia. Ci siamo attivati in Italia e potremmo applicare il programma a Lesbo, in Grecia, garantendo supporto ai bambini in difficoltà.

Abbiamo osservato risultati positivi rispetto alle risorse della comunità, alle quali abbiamo attinto per formare gli operatori e contribuire così a garantire la tutela della salute mentale per bambini e famiglie. Possiamo anche notare che in diversi paesi ciò garantisce a SOS Villaggi dei Bambini un senso di controllo su ciò che possono offrire per rispondere alle nuove sfide, fornendo supporto da remoto tramite linee di assistenza o chat.

Come possiamo costruire resilienza e meccanismi psicologici adattivi (coping) per rafforzare la salute mentale?

La resilienza e le strategie di coping dei bambini e delle famiglie devono essere oggetto di particolare attenzione.

È necessario consentire ai genitori e ai caregivers di poter affrontare le nuove sfide, di coinvolgere i propri bambini in attività adeguate e di essere ancora in grado di trascorrere del tempo di qualità con loro per il benessere generale della famiglia.

I bambini e le famiglie devono mantenere il contatto con il mondo esterno. Questo è importante per il loro benessere. È fondamentale anche sviluppare la capacità di decidere nella propria vita quotidiana e la consapevolezza di avere delle scelte.

Questi meccanismi sono già presenti nella maggior parte di noi, si tratta principalmente di rafforzarli. Ci sono, naturalmente, alcune persone che hanno bisogno di ulteriore sostegno, tra cui coloro che hanno affrontato delle sfide già prima della pandemia.

Semplici esercizi cognitivo-comportamentali e tecniche di rilassamento possono aiutare. Ci sono sempre più prove di come la connessione con la natura sia vantaggiosa per la salute mentale e per la costruzione della resilienza. Pertanto, abbiamo fornito un intervento di connessione alla natura, a cui gli utenti potevano accedere durante la quarantena da remoto, realizzato attraverso una collaborazione con il gruppo di Ricerca di Connessione alla Natura dell'Università di Derby.

Cosa dire rispetto al benessere mentale dei caregivers?

Un elemento spesso trascurato è il benessere mentale dei caregivers. La cura personale dei caregiver non è solo fondamentale per il loro benessere, ma anche per essere in grado di prendersi cura degli altri in un momento di enorme fatica.

Coloro che lavorano in prima linea, tra cui infermieri, insegnanti, volontari e operatori sanitari, possono garantire continuità e stabilità nel sistema di assistenza, ma spesso affrontano livelli allarmanti di stress a causa della pandemia.

La pandemia ha rilevato ancora una volta che si tratta di una fascia di professionisti molto trascurata. Quello che facciamo per sostenere gli operatori sanitari e gli altri che lavorano in prima linea non è necessariamente sufficiente. Tutte le strutture di assistenza devono monitorare e identificare attentamente le esigenze di benessere di tutto il loro personale.

Sarebbe inoltre importante avere una politica di gestione dello stress a cui il personale possa aderire. I caregiver potrebbero aver paura di dire che sono vicini al burnout. Le organizzazioni dovrebbero stabilire protocolli in questo settore per supportarli.

I datori di lavoro dovrebbero incentivare il dialogo con il personale rispetto al loro benessere e alle eventuali necessità di sostegno. In SOS Villaggi dei Bambini Italia ci focalizziamo sulla comunicazione, la condivisione delle informazioni e protocolli e procedure per fornire supporto per contribuire a costruire la forza e la resilienza di chi lavora in prima linea.

Quali servizi aggiuntivi ha fornito SOS Villaggi dei Bambini Italia?

Abbiamo istituito una linea di assistenza che può essere raggiunta ogni giorno della settimana (24/7), dove del personale formato possa rispondere alle chiamate e contribuire a facilitare gli interventi dove necessario.

Abbiamo anche esplorato strumenti di comunicazione accessibili da remoto e creato un chatbot, per consentire un accesso più facile e immediato ai servizi d’aiuto, se necessario.

Ci siamo anche resi conto che alcuni ambiti rilevanti per i bambini in accoglienza eterofamiliare e per quelli che vivono con le loro famiglie non erano realmente tutelati, tra cui la salute mentale e il supporto psico-sociale (MHPSS), oltre all'istruzione, in particolare per i più piccoli fino all'età di sei anni. Pertanto, collaborando con pedagogisti ed esperti della Emmer School, abbiamo sviluppato risorse disponibili sul nostro sito web, utili alle persone per organizzare la propria giornata a casa e per supportare lo sviluppo e l'istruzione dei bambini.  Recentemente abbiamo anche organizzato un webinar focalizzato sul tema del ritorno a scuola, con esperti che, interagendo con il pubblico, forniscono risposte alle domande rispetto a cosa significhi gestire la fase di transizione durante il ritorno a scuola.

Che cosa ha funzionato e dove sono necessari i miglioramenti?

I nuovi servizi e interventi dovrebbero essere istituiti con una visione a lungo termine, oltre il Covid-19. Altre fasce della popolazione potrebbero trovarsi ad affrontare nuove sfide e vulnerabilità.

La formazione di persone all’interno della comunità, che non abbiano necessariamente un background in salute mentale e che siano disponibili in momenti e luoghi in cui molti servizi governativi non sono disponibili, si è rivelata essenziale in molti contesti, non necessariamente in Paesi con risorse limitate, ma anche nei Paesi ad alto reddito.

La collaborazione con altre organizzazioni contribuisce a fornire servizi sempre più diversificati; aiuta ad ampliare la portata delle risorse e a identificare meglio i bambini bisognosi.

Inoltre, abbiamo osservato sviluppi positivi nelle associazioni nazionali di SOS Children's Villages che garantiscono spazio e tempo al personale per frequentare i corsi di formazione, nonostante l'aumento dei carichi di lavoro per poter adattare le proprie competenze alla nuova situazione.

La formazione online della Croce Rossa Internazionale ha ricevuto molti feedback positivi e dimostra che la formazione a distanza può funzionare.

In alcuni settori sono ancora necessari miglioramenti. Gli interventi devono essere promossi nel contesto attuale e adattati alle abitudini, alla cultura e alle infrastrutture di aree geografiche specifiche. Ad esempio, la consulenza online non è ancora ampliamente accettata in alcuni Paesi. 

Dobbiamo, infine, continuare a registrare gli apprendimenti e le esperienze per ampliare le conoscenze sulla situazione e sulle possibili risposte efficaci.

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