Autonomia – 21.10.2021

“PerCorsi di autonomia”: la formazione per genitori affidatari

Ottobre è il mese dell’affido e lo abbiamo voluto celebrare dedicando la consolidata formazione con focus sul leaving care alle famiglie affidatarie, con una serie di incontri nella città Torino.

Questa iniziativa ha preso il via adattando il modulo formativo Preparazione all’autonomia”, nata dai progetti europei “Prepare for Leaving Care” e “Leaving Care” che dal 2018 al 2020 hanno raggiunto 199 operatori dell’accoglienza etero-famigliare.

Per ampliare e migliorare l’impatto del sistema di uscita da percorsi di accoglienza fuori famiglia, abbiamo elaborato il nuovo modulo formativo “PerCorsi di autonomiaUn percorso di formazione rivolto a genitori affidatari sulla transizione dei ragazzi in uscita da percorsi di affido” rivolto a famiglie e genitori affidatari, di cui si è appena conclusa una felice sperimentazione nella città di Torino. Si tratta di contesto territoriale strategico nell’ambito dell’affido famigliare e in cui SOS Villaggi dei Bambini da anni porta avanti con successo il programma di affido interculturale “Come a casa” grazie al coordinamento della mediatrice culturale Precious Ugiagbe.

Oltre l’accoglienza: per accompagnare ragazzi e ragazze dopo la maggiore età

La formazione ha posto il suo accento sul tema della transizione a tutto tondo e, in particolar modo, sulla preparazione ad una vita indipendente dei ragazzi che si avvicinano o superano di poco i 18 anni.

In affido come in accoglienza residenziale, infatti, diventare maggiorenni significa nella maggior parte dei casi concludere il percorso di tutela e doversela cavare da soli nella costruzione del proprio futuro. Per SOS Villaggi dei Bambini il raggiungimento dell’autonomia è un processo che inizia dal momento in cui il bambino o il ragazzo entra in un percorso di accoglienza, non come un “evento” che si verifica immediatamente prima dell’uscita da tale percorso. Lo conferma una delle testimonianze condivise in aula da Fabrizio Pedron, esperto di partecipazione di SOS Villaggi dei Bambini incaricato di portare la voce di tanti ragazzi incontrati negli anni: “Io come faccio a camminare in avanti se sto ancora guardando indietro?”.

Grazie ad un’adeguata formazione degli adulti di riferimento coinvolti nel loro percorso di affido, i giovani saranno in questo modo preparati al meglio per una reale ed emancipata partecipazione alla vita adulta all’interno della società in cui vivono.

Partire dalle famiglie affidatarie

La collaborazione con la Città di Torino, e in particolar modo con la Casa dell’Affidamento e la Scuola Formazione Educazione Permanente, ente formativo del Comune, è stata fondamentale dalla progettazione e organizzazione fino alla realizzazione vera e propria della formazione, dove l’operatrice di Casa dell’Affidamento Vincenza Cerullo ha operato nella duplice veste di formatrice al fianco di Marzia Saglietti, psicologa, docente universitaria e formatrice che da anni collabora con SOS Villaggi dei Bambini nel quadro dei percorsi formativi in materia di leaving care.

È concesso andare, tornare e sbagliare, e questa credo che sia una grandissima opportunità.”

Vincenza Cerullo, formatrice PerCorsi di Autonomia e operatrice Casa dell’Affidamento della Città di Torino.

La formazione “PerCorsi di autonomia” si è svolta in modalità mista, in cui due brevi incontri virtuali hanno aperto e chiuso due mattine trascorse in presenza. Veronica Lucchina, Responsabile della Casa dell’Affidamento del Comune di Torino, ha inaugurato i lavori di quello che ha definito un “laboratorio” di pensiero, portando i suoi migliori auguri ai partecipanti che sono stati riconosciuti come veri e propri “traghettatori” verso l’autonomia dei ragazzi loro affidati.

Insieme a 14 genitori affidatari sono quindi stati trattati i temi della genitorialità partecipativa, degli aspetti emotivi della transizione e dell’autonomia come interdipendenza, costruendo un contesto di scambio riflessivo sulle proprie pratiche genitoriali e famigliari e sperimentando alcuni strumenti utili nel supportare i diversi processi di transizione all’autonomia dei figli. “Non credo di poter costruire l’autonomia di una persona. Ciò che posso fare è aiutare a essere liberi, a conoscersi, a mettersi in discussione. A parlare, parlare tanto” ha confermato una partecipante alla formazione, dopo che Fabrizio Pedron ribattezzato come “custode di storie” ha ricordato che “il diritto alla partecipazione porta al centro il rispetto del ragazzo e del suo punto di vista, della diversità”.

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