Conflitto a Gaza
– 17.10.2025
Come adottare a distanza un bambino palestinese della Striscia di Gaza
Con SOS Villaggi dei Bambini è possibile aiutare i bambini palestinesi colpiti dalla guerra attraverso l’adozione dei Villaggi SOS in Palestina. Secondo ONU e Unicef, ad oggi, i bombardamenti sulla Striscia di Gaza hanno causato la morte e il ferimento di oltre 50mila bambini, lasciandone altre 17mila senza famiglia e 1 milione senza casa.
Dal 7 ottobre 2023, data dell’attacco di Hamas a Israele, che ne ha scatenato la durissima reazione militare, la Striscia di Gaza è stata schiacciata per due lunghi anni da bombardamenti continui, che ne hanno stravolto la vita. A fare le spese di questo lungo conflitto, che non può dirsi ancora finito, sono soprattutto i bambini, che rischiano di morire sotto gli attacchi armati o di rimanere senza famiglia, senza casa, senza alcun supporto. Infatti, la popolazione palestinese, e in particolare quella che vive all’interno della Striscia, è estremamente giovane (oltre che estremamente povera). Secondo le stime, circa il 75% degli abitanti di Gaza ha meno di 25 anni.
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La situazione dei bambini a Gaza oggi
Ma quanti sono, ad oggi, i bambini palestinesi uccisi durante il conflitto? E quanti sono rimasti senza famiglia e quindi bisognosi di beni di prima necessità e di assistenza psicologica? Gli ultimi dati resi noti da fonti attendibili come ONU e Unicef, risalenti a inizio 2025, parlano di circa 50mila bambini morti o feriti. Il conteggio, però, è tristemente parziale, perché non è stato possibile ancora recuperare i corpi di tutte le vittime. Ancora più elevati, poi, sono i numeri dei minorenni che sono rimasti senza famiglia, circa 17mila, e di quelli sfollati, circa 1 milione. Praticamente tutti, poi, soffrono la fame come conseguenza della gravissima crisi alimentare nella Striscia. Ma la guerra non crea solo danni materiali e fisici. A provocare shock e sofferenze è anche vedere la propria vita stravolta da una catastrofe inimmaginabile, soprattutto quando si è piccoli. Per questo motivo, è realistico pensare che nella Striscia di Gaza praticamente tutti i bambini (oltre 2 milioni) abbiano bisogno di supporto psicologico.
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Il Villaggio SOS di Rafah e il supporto ai bambini durante la guerra
SOS Villaggi dei Bambini è presente in Palestina (dal 1968) con due strutture, una a Betlemme, in Cisgiordania, e una a Rafah, nella Striscia di Gaza. Quest’ultimo Villaggio SOS, però, è stato completamente raso al suolo dai bombardamenti. Per fortuna, tra marzo e giugno 2024 per mettere in sicurezza chi ci viveva, il Villaggio SOS è stato completamente evacuato: 68 bambini, tra i 2 e i 14 anni, sono stati spostati nella struttura di Betlemme, insieme agli educatori e alle loro famiglie, altri invece sono rimasti nella Striscia di Gaza, in zone più sicure, accolti in un rifugio provvisorio a Khan Younis (Gaza). Nel campo oggi vivono 151 persone, tra cui 41 minori non accompagnati o separati, 5 bambini in affido di lungo termine e diverse famiglie sfollate. La struttura garantisce un ambiente sicuro e protetto, con spazi distinti per i bambini e misure di tutela attive. Gli educatori lavorano ogni giorno per offrire stabilità, pasti caldi e supporto emotivo..
In generale, tutte le attività di SOS Villaggi dei Bambini nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania non si sono fermate e continuano ad assicurare:
- accoglienza a 142 bambini;
- supporto materiale a 28.000 bambini e alle loro famiglie;
- supporto psicologico a 1.276 bambini, con l'obiettivo di aiutarli a superare i terribili traumi subiti.
Ad oggi, siamo quindi la principale organizzazione a Gaza a fornire assistenza dedicata ai minori non accompagnati e separati in modo strutturato e a lungo termine.
Il nostro sforzo va avanti nonostante le difficoltà, recentemente sottolineate anche dal Responsabile del programma di SOS Villaggi dei Bambini a Gaza.
“I bambini nel campo SOS Children's Village ricevono grande attenzione e cura, ma le condizioni difficili rendono complicato mantenere uno standard di vita adeguato. Molti bambini soffrono di malnutrizione, stress e traumi. Il loro stato d'animo risente profondamente della violenza continua, manifestando frequentemente ansia, paura o depressione. Le condizioni nel campo sono complicate, con accesso discontinuo e molto limitato al cibo a causa del blocco prolungato, aggravando così il carico emotivo sia per i bambini che per i loro caregiver.”
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Adottare a distanza i bambini palestinesi attraverso SOS Villaggi dei Bambini
In questi mesi di conflitto, molte persone, in Italia e in tutto il mondo, si stanno chiedendo come aiutare i bambini palestinesi e se è possibile adottarli a distanza. Con SOS Villaggi dei Bambini, l’adozione a distanza dei bambini palestinesi è possibile nella formula dell’adozione dell’intero Villaggio SOS che si trova a Betlemme, dove sono stati anche evacuati parte dei bambini del Villaggio SOS di Rafah, distrutto dai bombardamenti. La scelta di focalizzare l’adozione a distanza sul Villaggio SOS è dettata dall’impossibilità, durante un conflitto e in situazione di emergenza, di far adottare un singolo bambino.
Attraverso l’adozione a distanza del Villaggio SOS si garantisce lo stesso tipo di aiuto a tutti i bambini accolti. Quindi, con una donazione regolare anche piccola (inferiore a un euro al giorno) è possibile contribuire a garantire ai bambini della Striscia di Gaza e dei Territori Palestinesi accolti da SOS Villaggi dei Bambini le cure quotidiane di un’educatrice, l’assistenza sanitaria per crescere in salute e l’educazione in condizioni di emergenza per costruire un futuro meno buio di quello che offre il conflitto.
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