Scuola
– 14.01.2026
Giornata Internazionale dell’Educazione 2026: i giovani come costruttori di pace e cambiamento
L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha deciso di dedicare l’edizione 2026 della Giornata Internazionale dell’Educazione all’importanza che questa riveste nel costruire una società fondata sulla pace e sullo sviluppo equo e sostenibile. Inoltre, l’Agenzia ONU ha scelto di sottolineare in maniera forte il ruolo dei giovani come agenti di cambiamento.
Il 24 gennaio, in tutto il mondo, si celebra la Giornata Internazionale dell’Educazione. Un appuntamento che offre l’opportunità per riflettere su uno dei diritti più importanti per i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze,, che l'UNESCO definisce “un bene pubblico e una responsabilità pubblica”. Ma è anche l’occasione per approfondire una molteplicità di temi che sono direttamente o indirettamente collegati all’educazione. La povertà educativa, infatti, insieme alla povertà materiale, è una piaga ancora troppo diffusa. Secondo l’UNESCO, a livello globale, la quota di minorenni che non frequentano la scuola ha toccato i 272 milioni (dati 2023). Parlare di educazione e richiedere il rispetto di questo diritto per tutti i bambini del mondo è quindi davvero una priorità.
Le origini della Giornata Internazionale dell’Educazione
La Giornata Internazionale dell'Educazione è stata istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2018. La ricorrenza è nata con l'obiettivo di sensibilizzare sull'importanza di un'educazione inclusiva, equa e di qualità per tutti, un tema centrale nell'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 (SDG 4) dell'Agenda 2030 delle stesse Nazioni Unite. Allo contempo, però, questo appuntamento vuole anche stimolare l'azione collettiva e sostenere politiche che garantiscano un'istruzione di qualità, accessibile a tutti. L'educazione, infatti, è uno strumento essenziale per abbattere le disuguaglianze, rafforzare i diritti umani e costruire società più giuste.
Il tema della Giornata Internazionale dell’Educazione 2026
Il tema scelto per l’edizione 2026 mette al centro il potere dei giovani nella co-creazione dell’istruzione. Una scelta tutt’altro che simbolica, se si considera che le persone sotto i 30 anni rappresentano oggi oltre la metà della popolazione mondiale. I giovani sono una forza decisiva per l’innovazione, lo sviluppo sostenibile e la trasformazione sociale, ma continuano a subire in modo sproporzionato gli effetti di povertà, disuguaglianze e accesso limitato a un’istruzione di qualità e a opportunità di lavoro dignitose.
Quando si parla di futuro dell’educazione, il loro ruolo è quindi cruciale: i giovani non sono solo destinatari dei sistemi educativi, ma portatori diretti di bisogni, aspirazioni e visioni che dovrebbero orientarne l’evoluzione. Coinvolgerli in modo reale e significativo nei processi decisionali e progettuali significa costruire percorsi formativi più equi, pertinenti e capaci di rispondere alle sfide del presente.
Questo approccio diventa ancora più urgente in una fase storica segnata da profondi cambiamenti tecnologici, che impongono di ripensare finalità, contenuti e modalità dell’insegnamento e dell’apprendimento. In questa prospettiva, la Giornata Internazionale dell’Educazione 2026 invita istituzioni, governi e comunità educanti a riconoscere i giovani come co-autori del cambiamento, e non semplici destinatari di politiche calate dall’alto. Un messaggio che sarà al centro dell’evento internazionale previsto il 23 gennaio 2026 presso la sede dell’UNESCO a Parigi.
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