Chi sono i Minori Stranieri Non Accompagnati
Per i documenti ufficiali sono semplicemente MSNA, freddo acronimo che sta per Minori Stranieri Non Accompagnati. Una sigla dietro cui si celano vite e storie estremamente complesse e fragili di ragazze e ragazzi minorenni, provenienti da paesi extraeuropei, che si trovano nel vecchio continente privi del sostegno delle loro famiglie di origine o di adulti di riferimento. I MSNA sono quindi un tassello particolarmente delicato del più ampio mosaico rappresentato dal fenomeno dell'immigrazione, in Italia e in Europa. Un tassello che ha dimensioni contenute ma che merita un'attenzione speciale. Un minorenne straniero non accompagnato, infatti, è un giovane che si trova solo, a migliaia di chilometri dal suo Paese di origine, e ha bisogno di cure particolari, di protezione e sostegno. Per questo motivo, i MSNA sono al centro di una normativa ad hoc, che riconosce loro diritti specifici. Buone intenzioni che però sono spesso disattese nella realtà.
Quanti sono i Minori Stranieri Non Accompagnati in Italia
Eppure, i numeri dei Minori Stranieri Non Accompagnati di cui deve farsi carico l'Italia sono ridotti e appaiono assolutamente gestibili. Secondo i dati ufficiali, resi noti dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presso cui è istituito il SIM (Sistema informativo nazionale dei MSNA), al 31 dicembre 2025, i MSNA presenti sul territorio italiano erano poco più di 17.000, in calo di circa 1.600 unità rispetto al 31 dicembre 2024. Il 2025 ha quindi confermato l'inversione di tendenza già registrata nel 2024 rispetto al triennio precedente, che era stato caratterizzato da una crescita continua (dagli 8.200 MSNA del 2021 fino ai 23.000 del 2023). Per quanto riguarda la composizione demografica dei Minori Stranieri Non Accompagnati, invece, non ci sono novità: si tratta sempre prevalentemente di bambini e ragazzi (88,6%), mentre le bambine e le ragazze sono una minoranza (11,4%).
Anche dal punto vista dell'età, il gruppo più nutrito rimane quello di chi ha 17 anni (56%), seguito da chi ne ha 16 (22%), mentre sono molto minori le quote dei quindicenni (8%) e degli under 14 (14%). Su questo punto, però, è notevole la discrepanza tra maschi e femmine. Nel primo caso, infatti, sedicenni e diciassettenni insieme rappresentano oltre l'83% del totale, mentre nel secondo caso la fascia più numerosa è quella delle bambine tra 7 e 14 anni (45%), mentre le ragazze con 16 anni o più sono meno del 40%.
Altro dato interessante è quello relativo alla provenienza. Circa il 30% dei MSNA presenti in Italia proviene dall'Egitto (erano il 20% nel 2024), seguono l'Ucraina (17%, dato sostanzialmente stabile rispetto al 2024), Bangladesh (10%, con un notevole balzo in avanti rispetto al 2,6% del 2024), Gambia (6,5% contro il 12% di un anno prima) e Tunisia (5,5% contro il 10%).
Infine, in questa carrellata di statistiche dedicate ai Minori Stranieri Non Accompagnati in Italia, è utile dare uno sguardo alla loro distribuzione sul territorio nazionale. Le regioni del Nord e quelle del Sud si spartiscono quasi equamente la fetta maggioritaria (circa il 40% a testa), mentre quelle del Centro ospitano la quota minoritaria (20%). Le prime 5 regioni per numero di MSNA accolti sono Sicilia (23%, in netto calo rispetto al 29% del 2024), Lombardia (stabile 13%), Campania (stabile intorno al 9%), Emilia-Romagna (8,6%, in crescita rispetto al 7,7% del 2024), e Lazio (6,3%, in leggera crescita rispetto al 5,9% di un anno prima).
Cosa dice in Italia la legge sui Minori Stranieri Non accompagnati: diritti e tutele
Una volta comprese le dimensioni del fenomeno, è giusto chiedersi come venga gestita la presenza dei MSNA in Italia. Quali sono i diritti e le tutale che vengono riconosciuti a queste bambine e a questi bambini? La normativa di riferimento è contenuta nella legge n. 47 del 7 aprile 2017, conosciuta anche come "Legge Zampa". Nel complesso, si tratta di un'ottima legge, che fissa alcuni principi cardini in linea con il diritto internazionale e, in particolare, con la Convenzione Internazionale dei Diritti dell'Infanzia. Le disposizioni più rilevanti sono quelle che riguardano:
- l'affermazione del principio di non respingimento, secondo cui i Minori Stranieri Non Accompagnati non possono essere respinti alla frontiera, tranne in specifici casi eccezionali;
- il rafforzamento del sistema di accoglienza e protezione, che prevede la creazione di strutture adeguate e una serie di servizi per garantire protezione e benessere;
- il riconoscimento del diritto alla tutela legale, per cui ogni minorenne non accompagnato deve avere un tutore legale nominato entro un breve periodo dal suo arrivo in Italia, con il compito di rappresentarlo legalmente e tutelarne i diritti;
- la promozione del diritto all'istruzione e all'integrazione, attraverso specifici programmi di educazione e formazione;
- la necessità che la rilevazione dell'età del minorenne venga condotta con modalità rispettose e appropriate, utilizzando metodi scientifici e multidisciplinari;
- l'affermazione del diritto del minorenne a richiedere asilo e altre forme di protezione internazionale, mediante procedure adatte alla sua condizione e ai suoi bisogni;
- la promozione del ricongiungimento familiare, ove possibile, nel rispetto del superiore interesse del minorenne.
L'impegno di SOS Villaggi dei Bambini per i migranti
Le criticità nell'accoglienza dei minori stranieri non accompagnati
Tra le affermazioni di principio e la realtà, però, c'è una notevole distanza. A partire dalle condizioni di accoglienza, visto che solo il 3% dei Minori Stranieri Non Accompagnati si trova in una struttura adeguata (Centro Fami), mentre il 25% vive in Centri di Accoglienza Straordinaria per minorenni e il 72% è "smistato" in centri non adeguati (tensostrutture, hotel, hotspot, CAS per adulti). Una condizione che si traduce nella negazione di diritti fondamentali: libertà, salute, inclusione, educazione. Inoltre, questi minorenni sono esclusi dal Fondo Careleavers, che prevede per i neomaggiorenni la possibilità di essere supportati fino ai 21 anni. Il risultato è un'evidente discriminazione rispetto ai loro coetanei. Non a caso, l'Italia è già incappata in più di una condanna da parte della Corte Europea dei Diritti Umani per violazione dei diritti fondamentali nei confronti dei MSNA.
Violazioni che i Minori Stranieri Non Accompagnati sentono vive sulla pelle, come dimostra anche lo studio condotto da SOS Villaggi dei Bambini nell'Hub Sant'Anna di Isola di Capo Rizzuto (KR), una struttura per adulti dove, tra fine 2023 e inizio 2024, erano però presenti ben 38 MSNA. Un luogo che loro stessi descrivono ricorrendo a tre parole: fatica, prigione, sala d'attesa. Termini che restituiscono perfettamente l'immagine di vite sospese e ingabbiate. Vite che desiderano cose semplici: la tranquillità, la libertà, la possibilità di mantenere i contatti con la famiglia e di venire identificati in tempi brevi, la possibilità di andare a scuola, di ricevere buone cure sanitarie, del buon cibo, di poter fare qualcosa durante la giornata, di avere vestiti, spazzole, scarpe, libri.
Quella dell'Hub di Sant'Anna è chiaramente una situazione inaccettabile e purtroppo non isolata. Per questo motivo, SOS Villaggi dei Bambini si è fatta promotrice, in occasione dell'anniversario della ratifica della Convenzione Internazionale dei Diritti dell'Infanzia, di un'iniziativa di sensibilizzazione per richiedere:
- di dare piena attuazione alla legge 47 costituendo Centri Governativi per la prima accoglienza e aumentando i posti SAI per la seconda accoglienza investendo fondi necessari;
- di garantire ai neomaggiorenni il supporto post 18 anni per portare a compimento il proprio percorso di integrazione sociale;
- di garantire a tutti i Minori Stranieri Non Accompagnati il diritto-dovere all'istruzione presso le scuole pubbliche del territorio in qualsiasi struttura siano collocati.
Si tratta di punti essenziali, che non possono più essere elusi. Lo stato dell'accoglienza dei MSNA in Italia desta preoccupazione e deve essere affrontato con urgenza.
Da ragazzi ad adulti: cosa succede a ragazze e ragazzi quando compiono 18 anni
Uno dei momenti più critici per un minore straniero non accompagnato che vive in Italia è il passaggio alla maggiore età. Uno scoglio con cui la maggior parte dei ragazzi deve fare i conti molto presto, come si evince anche dai dati sull'età visti in precedenza. Si tratta di una transizione carica di aspettative ma anche di incertezze, perché comporta il venir meno di molti supporti. Per questo motivo, il report sui MSNA del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dedica all'argomento un capitolo specifico, alla cui stesura ha collaborato anche SOS Villaggi dei Bambini.
La prima criticità che viene in rilievo quando si analizza la fase di transizione all'età adulta di un ragazzo straniero accolto in Italia è quella relativa all'ottenimento del permesso di soggiorno. La legge italiana, infatti, prevede la possibilità di convertire il permesso di soggiorno per minore età in un permesso per studio, lavoro o ricerca di occupazione. Il processo amministrativo, però, è lungo e complesso, con il rischio che molti giovani si trovino improvvisamente privi di uno status regolare e senza punti di riferimento. In primo luogo, perché il permesso di soggiorno possa essere convertito deve essere stato ottenuto o almeno il minore deve possedere la ricevuta della richiesta. Purtroppo, in molte prefetture i tempi di disbrigo delle pratiche in materia sono estremamente lunghi e spesso i MSNA arrivano a compiere i 18 anni senza essere riusciti neanche ad avviare l'iter. Un'altra condizione per il rilascio del permesso di soggiorno è il regolare possesso da parte del minore di un passaporto o di un documento di identità valido. Questo implica che, i minori che non ce l'hanno, devono richiederlo presso il proprio consolato, con un'altra pratica molto lunga e faticosa (e anche costosa). Terzo ostacolo: il parere favorevole del Ministero del lavoro alla conversione, per ottenere il quale è esclusa la possibilità di avvalersi del silenzio assenso. Infine, è importante sottolineare che il permesso di soggiorno, anche quando ottenuto, può essere un supporto davvero effimero, dato che dura solo un anno a partire dal momento di presentazione dell'istanza.
La seconda criticità riguarda il tipo di accoglienza in cui i MSNA sono inseriti. Infatti, chi vive in strutture che fanno parte del circuito SAI (espressamente predisposto per i minorenni stranieri soli) al momento del passaggio alla maggiore età può almeno contare su altri 6 mesi di accoglienza. Quelli inseriti nelle strutture non SAI, invece, perdono ogni diritto il giorno dopo aver compiuto i fatidici 18 anni.
Per risolvere queste criticità, è fondamentale lavorare per:
- estendere ai Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) l'accesso al Fondo Care Leavers, che oggi sostiene i neo maggiorenni provenienti da percorsi di affido o comunità, per accompagnarli verso l'autonomia con progetti personalizzati di studio e/o lavoro;
- rafforzare la rete di accoglienza, prevedendo più centri governativi di prima accoglienza e più posti in seconda accoglienza, promuovendo l'affido familiare come forma prioritaria di accoglienza, favorendo forme di accoglienza in semi-autonomia per i neomaggiorenni in uscita dal sistema;
- promuovere un sistema di accoglienza diffuso (piccole strutture o famiglie, non grandi centri), per garantire supporto personalizzato e stabile, valorizzando il ruolo di educatori e famiglie affidatarie;
- semplificare e uniformare la conversione del permesso di soggiorno, garantendo tempi rapidi e consentendo la conversione anche senza passaporto valido, rimandando la presentazione al rinnovo successivo.
I Minori Stranieri Non Accompagnati in Italia in breve: le domande più frequenti
In chiusura, vale la pena ripercorrere i concetti chiave appena affrontarti, lasciandosi guidare dalle domande più frequenti sul tema dei Minori Stranieri Non Accompagnati.
Chi sono i minori stranieri non accompagnati (MSNA)?
I minori stranieri non accompagnati sono ragazze e ragazzi sotto i 18 anni, provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea, presenti in Italia senza genitori o adulti legalmente responsabili. Si tratta di minorenni in una condizione di particolare vulnerabilità, che hanno diritto a protezione e accoglienza.
Quanti sono i minori stranieri non accompagnati in Italia?
Secondo i dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al 31 dicembre 2025 in Italia erano presenti poco più di 17.000 MSNA. Dopo il picco registrato nel 2023, il numero è in calo e risulta complessivamente gestibile dal sistema di accoglienza.
Da dove provengono principalmente ragazze e ragazzi stranieri non accompagnati che si trovano in Italia?
I minori stranieri non accompagnati presenti in Italia provengono soprattutto da Egitto, Ucraina, Bangladesh, Gambia e Tunisia. Le provenienze variano nel tempo in relazione ai contesti geopolitici e alle rotte migratorie.
Quali diritti hanno i minori stranieri non accompagnati?
La legge italiana riconosce ai MSNA il diritto alla protezione, all'accoglienza, alla tutela legale, all'assistenza sanitaria, all'istruzione e all'integrazione sociale. Non possono essere respinti alla frontiera e possono richiedere protezione internazionale.
Qual è la legge che tutela i MSNA in Italia?
La normativa principale è la Legge 47/2017, conosciuta come Legge Zampa. Stabilisce il principio di non respingimento, il diritto a un tutore legale, procedure adeguate per l'accertamento dell'età e misure per favorire accoglienza e integrazione.
Dove vengono accolti i minori stranieri non accompagnati?
I MSNA dovrebbero essere inseriti nel sistema pubblico di accoglienza dedicato ai minorenni. Tuttavia, non tutti trovano posto nelle strutture adeguate e alcuni vengono collocati in centri temporanei o strutture non idonee.
Possono andare a scuola in Italia?
Sì. I minori stranieri non accompagnati hanno diritto e dovere all'istruzione, indipendentemente dalla loro situazione amministrativa. La scuola rappresenta uno strumento fondamentale per l'inclusione sociale.
Cosa succede quando un MSNA compie 18 anni?
Il passaggio alla maggiore età è una fase critica. Il giovane deve convertire il permesso di soggiorno per poter restare regolarmente in Italia e può perdere l'accoglienza se non inserito in percorsi di supporto. Senza adeguate misure di accompagnamento, il rischio di marginalità aumenta.
I minori stranieri non accompagnati possono essere espulsi?
No. In base alla normativa nazionale e internazionale, i minori non accompagnati non possono essere espulsi né respinti alla frontiera, salvo circostanze eccezionali e nel rispetto del loro superiore interesse.
Perché si parla di diritti negati dei MSNA?
Nonostante le tutele previste dalla legge, molti MSNA affrontano condizioni di accoglienza inadeguate, ritardi burocratici e difficoltà nell'accesso ai servizi essenziali. Questo divario tra diritti riconosciuti e realtà concreta è alla base delle denunce di violazioni dei diritti fondamentali.