Storia di un'adozione a distanza: l'esperienza di Giulia

"Tutti dovrebbero avere qualcuno che si prende cura di loro".

Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere la testimonianza di Giulia, una nostra sostenitrice che ha adottato a distanza un bambino a Capo Verde.

"La mia esperienza con l’adozione a distanza è iniziata quasi 22 anni fa. Calcolando che ho soli 24 anni molti di voi si chiederanno come abbia fatto ad iniziare già a 2 anni a venire a contatto con questa realtà speciale. Tutto è iniziato con i miei vicini di casa: una famiglia che ogni estate ospitava dei ragazzi della Bielorussia, che venivano in Italia per delle vacanze terapeutiche; inutile dirvi, che appena arrivavano in Italia per noi bambini del paese era una festa. Il primo giorno alle medie, scrissi nel mio Diario dei Desideri, che da grande avrei voluto adottare un bambino. A 19 anni ho iniziato a lavorare e dopo due mesi ho adottato a distanza il mio piccolo uomo, il mio pezzo di cuore. A 23 anni mi sono iscritta all’Università in Scienze dell’educazione e della formazione, con il sogno di continuare i miei studi per diventare da grande “Esperta in adozione e tutela minorile”.


Prima di decidere a quale associazione affidarmi per la mia adozione a distanza, avevo fatto un’analisi approfondita di ciò che questo mondo mi poteva offrire. Navigando in Internet ho scoperto l’associazione “SOS Villaggi dei Bambini”. Non era tra le più famose e questo non mi ha scoraggiata, anzi non ha fatto altro che confortarmi: li contattai, notai subito la loro gentilezza, trasparenza e disponibilità. Mi ero innamorata di un Paese disperso nell’oceano di nome Capo Verde e così decisi di attivare l’adozione proprio lì. Dopo due settimane, all’arrivo della prima foto del piccolo Ivandro, piansi di felicità: non so descrivervi la sensazione che si prova in questo momento, è come se all’improvviso ti accorgessi che la tua vita è cambiata, ma soprattutto che tu hai cambiato la vita di quegli occhioni grandi che probabilmente hanno visto molto più di ciò che avrebbero voluto vedere.


Giulia al suo arrivo a Capo VerdeDopo due anni e mezzo dall’inizio dell’adozione, sono riuscita finalmente ad andare a Capo Verde nel Villaggio SOS a São Domingos. Un viaggio indimenticabile, dove ho potuto toccare con mano quella realtà così diversa dalla nostra e vivere quell’incontro che fino ad allora avevo solo potuto sognare. Mi ha commosso il gesto dell’operatrice SOS che sistemava il colletto della polo di Ivandro per essere perfetto per la presentazione alla sua “Madrinha”, per fare una bella impressione a chi è ormai già innamorata persa di lui. Il personale del Villaggio SOS mi ha fatto sentire subito a casa, ti offrono tutto ciò che possono, ci avevano preparato un pranzo delle grandi occasioni, anche perché per loro era un giorno importante, un giorno di festa: era il 5 Luglio, giorno dell’Indipendenza di Capo Verde. Tra una foto e l’altra, qualche regalo, tanti abbracci e milioni di sorrisi, sono riusciti a riempirci il cuore, a tal punto da farci tornare quasi ogni anno. Ad ogni compleanno, ad ogni festività, il regalo alla mia famiglia capoverdiana è ormai d’obbligo. Sono il mio pensiero fisso, ogni giorno, ogni battito di cuore. Mi hanno cambiato la vita, mi hanno aperto un mondo e mi hanno fatto sentire importante.

“Tutti dovrebbero avere una persona che si prenda cura di loro, come tu ti prendi cura di lui.”

Questa frase della mia referente capoverdiana penso basti per riassumere tutto ciò che questa magnifica esperienza porta con sé."

 

 


 

 

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