Su due ruote: si concludono gli incontri di Ciclomeccanica a Crotone

Quando una semplice bicicletta diventa molto più di qualche pezzo ben assemblato; si trasforma in un collante, un mezzo che riesce ad integrare, unire e che aiuta a ripartire.



È iniziato il 6 febbraio a Crotone il corso di ciclomeccanica rivolto a giovani del territorio e Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) ospiti dei centri di accoglienza. Il programma è stato strutturato in 7 incontri: il primo appuntamento, a cura degli operatori di SOS Villaggi dei Bambini, è stato pensato per far conoscere tra di loro i ragazzi e aiutarli a formare una vera e propria squadra, tramite attività di gruppo ispirate al mondo del teatro. Le 6 restanti lezioni, tenutesi in una vera e propria Ciclofficina con meccanici specializzati, hanno permesso ai ragazzi di entrare nel vivo del corso.

Conclusasi la parte teorica, si inizia finalmente a lavorare sulle bici: i ragazzi divisi in gruppi, creano un mix di culture e Paesi, e nonostante le difficoltà iniziali, la bicicletta sembra avere un linguaggio universale, in grado di far passare ogni ostacolo in secondo piano. E anche quando arriva il momento della pausa, c’è chi fa fatica a smettere di smontare e ri-assemblare, tanto è preso da quello che sta facendo.
Dopo una prima fase conoscitiva i ragazzi iniziano a collaborare tra di loro. Ogni membro del gruppo porta le proprie competenze, chi aiuta il compagno con l’italiano, chi chiede collaborazione per aggiustare un particolare pezzo.
 
B. ragazzo che proviene dal Mali ci racconta: “mi interessa molto, può essere importante per il mio futuro”.
È infatti tanta la curiosità e la voglia di fare, ma anche l’impegno e la determinazione mostrati nel portare a termine i compiti che gli sono stati assegnati.

C. ragazzo crotonese, con un sorriso timido ci dice: “La pratica è la parte che preferisco e anche se c’è qualcosa che non riesco a fare, ci provo e ci riprovo e poi alla fine ci riesco.”

Le lezioni stanno per finire: un’impresa nuova e un progetto ambizioso per tutti, come ci racconta anche il Presidente dell’associazione culturale Ciclofficina TR22o di Crotone, Giuseppe Aiello, con cui SOS Villaggi dei Bambini ha deciso intraprendere questo progetto pilota:

L’obiettivo è farli divertire e imparare, con un percorso costruttivo che possa dargli delle competenze di base da cui partire, esattamente come è stato per noi. Inoltre l’integrazione tra i ragazzi italiani e quelli che arrivano qui è fondamentale anche per il rilancio della Calabria”.

La grande sfida è anche quella di affrontare uno dei limiti che sta alla base dell’integrazione: il mancato contatto tra ragazzi italiani e stranieri. Conoscere “l’altro”, per distruggere gli inutili pregiudizi e dare a tutti la possibilità di aprirsi reciprocamente.
Ma non solo, la bicicletta può rappresentare l’inizio di un nuovo percorso personale. Vedere un gruppo di ragazzi proveniente da nazioni differenti, che si confrontano nell’unica lingua comune, l’italiano, aiutandosi a vicenda per portare a termine il lavoro insieme, dà l’idea che forse le due ruote possono davvero portare lontano e rappresentare l’inizio per un lungo percorso insieme.
 
 
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