Per oltre due anni, il Medioriente è stato scosso dal conflitto tra Israele e Palestina. Oggi, però, l'intera Regione sembra correre verso una nuova pesante crisi umanitaria, conseguenza dell'attacco deciso dagli USA e dallo stesso Israele contro l'Iran, che ha portato alla morte del leader Khamenei. Una guerra che minaccia di espandersi ben oltre i confini iraniani e che ha già pesantemente toccato il Libano. Le notizie si fanno ogni giorno più drammatiche e rendono nuovamente necessari interventi umanitari a favore della popolazione libanese.

Guerra tra Israele e il Libano, un conflitto che ha radici antiche

Il conflitto tra Israele e Libano ha radici profonde e, nel tempo, ha conosciuto diverse fasi, alcune anche di scontro molto forte. Le tensioni fra i due Paesi mediorientali, infatti, si trascinano fin dal 1948, anno della creazione dello Stato di Israele ma anche della prima guerra arabo-israeliana, a cui il Libano prese parte. Nei decenni, si sono alternati periodi di scontro aperto a periodi di relativa calma, anche se non si è mai arrivati a una reale pacificazione. Per questo motivo, il confine tra Israele e Libano è attenzionato in modo particolare dall'Organizzazione delle Nazioni Unite, che, nel 1978, ha deciso di creare un'apposita forza di interposizione (denominata UNIFIL), con il compito di vigilare sull'area. Fino alla nuova emergenza, deflagrata in queste settimane, che ha portato a una nuova invasione del Libano da parte di Israele.

Come si vive oggi in Libano, un Paese in emergenza

Per il Libano, l'infiammarsi del conflitto mediorientale arriva a peggiorare una situazione economica e sociale già precaria, caratterizzata da povertà (che interessa circa l'80% della popolazione, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite) e instabilità politica. In questo contesto, secondo l'UNICEF, le operazioni belliche israeliane del 2024 hanno provocato quasi 2mila morti (tra cui 127 bambini, a cui vanno aggiunti 890 feriti) e oltre 1 milione di sfollati (di cui 350mila bambini). Donne, uomini e bambini sono stati costretti ad abbandonare la propria casa e a lasciarsi alle spalle la propria vita. Stando ai dati UNHCR, oltre 283.000 persone sono fuggite dal Libano in Siria, mentre quasi 750mila, invece, sono stati i profughi interni. Dopo l'attacco statunitense all'Iran, invece, la nuova crisi ha portato, in soli 3 giorni di guerra, a oltre 58mila sfollati, tra cui più di 16mila minori, e centinaia di feriti.

Dona ora e sostieni il lavoro di SOS Villaggi dei Bambini in Libano e nelle aree di crisi

In questo quadro critico, noi di SOS Villaggi dei Bambini, presenti in Libano dal 1969, stiamo facendo ogni sforzo e sfruttiamo tutte le risorse disponibili per rispondere all'emergenza. I bambini e lo staff sono al sicuro e il team di emergenza monitora attentamente l'evoluzione della situazione. La situazione è davvero complicata. Gli ordini di evacuazione forzata stanno svuotando intere città e le strade bloccate trasformano viaggi di un'ora in 15 ore di terrore. I bambini sentono costantemente l'odore del fumo e vedono i droni nel cielo; molti erano già stati sfollati e ora rivivono lo stesso identico incubo. Le scuole si trasformano in rifugi improvvisati con muri crepati e tubature rotte, dove i genitori siedono per strada in lacrime, incapaci di dare ai figli una risposta o un tetto. Quando un bambino vive un conflitto simile, il suo sistema neurobiologico entra in uno stato di allerta perenne dove l'energia mentale si concentra solo sulla sopravvivenza. La perdita della casa, della scuola e delle routine può avere effetti profondi, portando a reazioni traumatiche complesse se l'esposizione alla violenza si prolunga. Per questo una donazione è vitale: nei Villaggi SOS in Libano, i bambini che restano soli in questo orrore trovano quella stabilità che altrove sembra impossibile. Grazie al tuo supporto possiamo offrire un adulto che resta, un letto sicuro e una routine che ricostruisce lentamente la fiducia. Non è solo protezione, ma la possibilità, anche dopo aver perso tutto, di continuare a credere nel futuro.