E’ stata la nostra neutralità a permetterci di fornire aiuti in Siria. Rischiamo ogni giorno!

Il Programma di Emergenza SOS e la storia di Samira

Milano, 20 aprile 2015 - “Senza una vera mediazione, tutto questo non finirà mai. 5 anni di guerra sono tanti, troppi. Il numero delle persone che hanno bisogno di aiuto sta crescendo, di giorno in giorno. Moltissime famiglie sono intrappolate nei quartieri assediati, senza lavoro, senza cibo, senza la possibilità di mandare i figli a scuola – racconta Ahmad Mahmoud Hussein, team leader del Programma di Emergenza – “Un popolo distrutto e abbandonato in una terra devastata. Si respira il terrore per le strade di Damasco. Ci sono posti di blocco ovunque. Donne e ragazzi vengono interrogati su quale parte impegnata nel conflitto appoggino. Difficile capire chi si ha davanti, difficile dare la risposta giusta. Si sfiora spesso la tragedia. Sono poche le Associazioni umanitarie che riescono ad operare qui. Occorre negoziare gli interventi con entrambi le parti coinvolte nel conflitto. E’ stata la nostra neutralità a permetterci di portare aiuti in tutto questo tempo ma non è abbastanza. Non possiamo negare i rischi che corriamo ogni giorno. Il bisogno è semplicemente troppo grande e non riusciamo a raggiungere tutte le famiglie, proprio  a causa dei combattimenti”.

14 milioni sono i bambini a cui è stata strappata l’infanzia. “Sogno tutte le notti la mia scuola, i miei amici. Ora devo lavorare, non ho altra scelta. Non abbiamo soldi e da mangiare. Raccolgo i rifiuti, come tanti. Una volta qui era tutto diverso. Le case erano bianche. Si sentiva ridere. Potevamo giocare e sognare tante cose. Ora è tutto nero. C'è un sacco di spazzatura in questo posto. Un giorno ho preso un fiore e ho cercato di farlo crescere in camera mia. E’ morto. Il buio non fa crescere niente. Ne ho presi altri ma alla fine ho imparato che i fiori non possono vivere tra i rifiuti o nel buio. Ogni tanto guardo la foto in cui sono vestita di giallo davanti alla nostra casa e me la metto in tasca quando vado a raccogliere i rifiuti. Mi piacerebbe un giorno o l’altro far vedere a tutti chi c’è ancora dentro di me, nascosta dai rifiuti e dalla puzza. Poi mi viene da piangere e penso che però non è colpa mia se sono così”- racconta Samira, 12 anni, beneficiaria dei nostri programmi di emergenza. 
 
In questi anni di guerra SOS Villaggi dei Bambini ha avviato un Programma di Emergenza per sostenere l’infanzia e le famiglie in difficoltà, così articolato:
 
Centri SOS:
- 2 Temporary Child Care Centre SOS sorgono nelle zone rurali di Damasco e danno assistenza e servizi a 230 bambini.
- 3 Spazi a Misura Bambino accolgono 4654 bambini e ragazzi. Gli spazi sono nati per fornire sostegno psicologico ai bambini traumatizzati dalla guerra.
- Forniamo assistenza psico-sociale al campo profughi di Dwair (900 bambini e ragazzi beneficiano dei nostri servizi) e abbiamo distribuito pacchi alimentari, kit igienico sanitari e materiale scolastico.
- A Damasco abbiamo fornito 6.000 kit scolastici.

Emergenza Inverno: SOS Villaggi dei Bambini ha distribuito nel campo Dwair: 1.200 paia di calzettoni e scarpe, 1.200 paia di guanti, 2.000 giacconi. Nella regione rurale di Damasco ha distribuito 1.200 coperte e 900 materassi a 250 famiglie. Ad Hasakeh, nel nord della Siria, sono state consegnate, a 1.500 persone, giacconi e coperte.
 
Emergenza Fame: sono stati consegnati pacchi alimentari nelle zone centrali e rurali di Damasco a 5.208 persone (1.000 famiglie). Ad Aleppo sono stati distribuiti 1.500 pacchi a 9.000 beneficiari (1.500 famiglie). 500 sono state le persone che hanno ricevuto aiuti ad Homs. Vista la gravità della situazione alimentare, è stato avviato un Programma Nutrizione per i bambini. Sono state visitate 1.000 famiglie a Damasco. Più di 50 bambini soffrono di grave malnutrizione. Ad Aleppo su 1.500 famiglie valutate, 40 bambini hanno bisogno di programmi nutrizionali intensivi. 
 
Emergenza sanitaria: SOS Villaggi dei Bambini ha coperto le spese di importanti interventi chirurgici per tre bambini gravemente feriti da colpi di mortaio.
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