ELENA SERJEGINA ,MAMMA SOS IN KAZAHKSTAN
– 15.01.2006
ELENA SERJEGINA ,MAMMA SOS IN KAZAHKSTAN
Elena Serjegina è nata in Kazahkstan il 25 ottobre 1954, era ingegnere prima di decidere di divenire una Mamma SOS. Di sè dice: 'avevo tutto ciò che mi occorreva, la casa e un lavoro con un buono stipendio, ma non avevo una mia famiglia'. Un'intensa esperienza spirituale ha poi cambiato la sua vita. Elena ora è mamma di nove bimbi, 'un dono di Dio' che accetta in tutti i suoi aspetti
COME HA INIZIATO A FARE LA MAMMA SOS PER I BAMBINI ABBANDONATI?
E' stato difficile iniziare.
Non sapevo assolutamente cosa fare, ho dovuto cambiare me stessa è imparare a comprendere il comportamento dei bambini. Ho cambiato il giro dei miei amici, i miei interessi, perfino le mie letture.
Ora leggo libri di psicologia su come educare i figli. Tempo fa siamo andati con i ragazzi in viaggio a Mosca, guardavo tutto attraverso gli occhi dei bimbi, siamo andati ai musei e ai concerti , abbiamo fatto tutto assieme. Abbiamo guardato il tramonto e l'alba e io ho osservato la loro scoperta del mondo. Ora non vedono più come prima tutto in bianco e nero ma guardano tutti i colori e apprezzano ogni aspetto della vita. Sono veramente fiera di averli messi in condizione di potere arrivare a questo.
COME SPIEGHEREBE I COMPITI DELLA MAMMA SOS?
Il principale compito di una Mamma SOS è quello di suscitare la gioia di apprendere e mettere i ragazzi sulla giusta strada della vita.
Anche se si tratta di un a famiglia non naturale i ragazzi hanno necessità di radicarsi in modo sano e stabile. Solo allora l'albero crescerà forte e con una folta chioma.
E' importante che i ragazzi capiscano che la vita è un dono.
Devono potere dimenticare tutte le esperienze negative e le sofferenze attraverso cui sono passati. E' necessario insegnargli ad amare gli altri, ad avere cura e proteggere se stessi. Per quanto riguarda l'istruzione i Villaggi SOS danno a ogni ragazzo l'opportunità di frequentare gli studi più adatti.
Se sono interessati possono anche fare sport o musica per aiutarli ad apprezzare la relazione con gli altri. Una 'Mamma SOS' ha anche il compito di scoprire gli interessi e le capacità dei ragazzi per favorirne lo sviluppo.
SE TU AVESSI TRE DESIDERI COSA CAMBIERESTI NEI VILLAGGI SOS?
La cosa che mi piacerebbe di più sarebbe un maggior contatto tra i vari Villaggi SOS. Nell'era sovietica partecipavamo a campi per ragazzi: era una specie di casa di vacanze dove si ritrovavano ragazzi provenienti da tutta l'Unione Sovietica. Allora ho fatto amicizie che durano ancora oggi.
Sono sicura che chiunque abbia fatto un'esperienza di questo tipo non possa essere aggressivo nei confronti di altre tradizioni e nazionalità. Se organizzassimo un campo come questo non dovremmo invitare solo ragazzi di altri Villaggi SOS ma anche dei disabili, che nel nostro paese affrontano situazioni veramente difficili. Un ragazzo che ha trascorso almeno un mese in un campo estivo ha immagazzinato così tanta capacità di amare da essergli sufficiente per il resto della vita.
Non solo, diviene capace di assistere quelli più svantaggiati di lui. Le basi di ogni personalità infatti risiedono nella prima parte del sua vita. Mi piacerebbe poi che ogni famiglia SOS non avesse solo la casa ma anche un mezzo di trasporto. Nel nostro Villaggio ci sono solo l'auto del direttore e un minibus e tutti siamo dipendenti da questa situazione. L'auto nel nostro paese è un lusso ma non è così per le famiglie numerose che specialmente per i più piccoli hanno bisogno di un mezzo di trasporto. Talvolta la capacità di spostarsi è più importante di tutto il resto.
CHE TIPO DI CONTATTI AVETE CON LA COMUNITÀ CHE VIVE ATTORNO AL VILLAGGIO SOS?
Generalmente abbiamo ottimi rapporti. A volte i visitatori occasionali arrivano con giocattoli , libri e cibo. In realtà non ci sono avversioni di nessun tipo e voglio fare un esempio. Ci sono circa venti bimbi del Villaggio SOS nel nostro asilo ma ce ne sono circa il doppio che proviene da fuori del Villaggio.
Se le relazioni non fossero più che buone i genitori esterni non manderebbero certamente i loro figli nel nostro asilo, non credi? Qualche volta quando i genitori di un bimbo lavorano, lo lasciano nel nostro Villaggio, consapevoli che e' seguito e al sicuro. Comunque anche i miei ragazzi vanno a trovare i loro amici e compagni.
CI POTRESTI RACCONTARE LA PIÙ BELLA ESPERIENZA CON I RAGAZZI E QUELLA PIÙ DIFFICILE?
I ragazzi arrivano in condizioni di profondo disagio e per me e' stato molto difficile trovare il modo giusto di stargli vicino e aiutarli. Anche oggi che sono abbastanza grandi, talvolta mi chiedono di imboccarli mentre mangiano. E' qualcosa che gli e' mancato molto quando erano più piccolini.
Per me e' comunque sempre una grande gioia vedere come sviluppano tutte le loro potenzialità, lavoriamo molto insieme a questo e ne sono felice anche se qualche volta capita che i risultati scolastici non siano dei migliori. Insieme facciamo comunque grandi progressi.