Un Rap per combattere le discriminazioni

“Le persone hanno bisogno di speranza. Per riconciliarsi, le persone hanno bisogno di empatia. Per guarire, le persone hanno bisogno di connessione e comunità. La musica crea empatia, crea connessioni e dà speranza” (Musicians without Borders)
Ogni 21 marzo si osserva la Giornata Internazionale per l'eliminazione della discriminazione razziale, in ricordo del massacro di Sharpeville del 1960, la giornata più sanguinosa dell'apartheid in Sudafrica: 300 poliziotti bianchi uccisero 69 manifestanti che protestavano contro l'Urban Areas Act che imponeva ai sudafricani neri di esibire uno speciale permesso se venivano fermati nelle aree riservate ai bianchi.

Esaltare i valori della tolleranza, della comprensione e dell’accettazione dell’altro a prescindere dal colore della pelle, dall’etnia, dal sesso o dal credo religioso: sono questi i concetti chiave che devono diventare cardine della nostra società e dell’educazione delle nuove generazioni di cittadini.

Il nostro lavoro in questa direzione ha trovato sbocco a Crotone in una serie di attività realizzate in collaborazione con Musicians without Borders. Tra queste, a marzo abbiamo creato un workshop per coinvolgere alcuni dei minori stranieri non accompagnati ospiti di uno dei centri di prima accoglienza della città.

La musica, e in particolare il rap, è lo strumento che abbiamo scelto per coinvolgere i ragazzi. Per tanti di loro, infatti, la musica è vita: è ciò che li aiuta, nei momenti più difficili, a tenere lontani i brutti ricordi.
Guidati da Manu Van Kersbergen e Guus (Kern Koppen), due rapper di Musicians without Borders, i ragazzi hanno acquisito nozioni sul rap, sul ritmo e su come si scrive il testo di una canzone.
Il titolo del brano “My Life” è arrivato in modo naturale e condiviso da tutti. I ragazzi volevano raccontare la loro vita, portando un “pezzetto” di sé, della propria storia, del proprio vissuto e della propria speranza per il futuro.
Grazie alla collaborazione con la Kroton Music Accademy e con il Sound Engineer Ivan Cordua, abbiamo potuto incidere il pezzo in un vero e proprio studio di registrazione.

 Laboratorio SOS Villaggi dei Bambini a Crotone

L. ha cantato la sua volontà di lottare per la libertà di tutti, F. il suo sogno di rivedere la famiglia, e gli altri ancora il tema della guerra e della voglia di lavorare sodo, di riuscire a raggiungere i propri sogni.
È stato un momento in cui le emozioni dei ragazzi erano palpabili: la paura di sbagliare, la felicità di essere in un vero studio di registrazione ma anche un po’ di tristezza e malinconia quando tutto è finito, e dopo tanto lavoro è il momento di salutarsi.

La nostra Emergency Response Unit, in collaborazione con il Social Community Theatre Centre di Torino, continuerà a lavorare a Crotone per i minori stranieri non accompagnati realizzando laboratori incentrati sul tema delle Life Skills. Tanti dei temi emersi nella canzone, infatti, sono quelli toccati dai nostri laboratori. Tra questi c’è il tema delle emozioni, ed è bello vedere come i ragazzi riescano a far trasparire le loro. Grazie alla collaborazione con Musicians without Borders Holland, si è riusciti a dare voce alle emozioni e al vissuto dei ragazzi con una modalità nuova.

E quando Guus ci ha raccontato che per lui “la musica è creare magia” grazie alle parole dei ragazzi, è stato chiaro che questo workshop ha donato anche a noi l’emozione di aver vissuto qualcosa di magico.
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