Il terremoto è molto più di una scossa, per quanto forte questa possa essere. Quando la terra trema e fa crollare case, scuole, palestre, a cadere una ad una sono anche le certezze, i sogni per il proprio futuro, i legami più forti. A raccontare tutto questo in un'intervista sul campo è Ilvania Martins, Direttrice di SOS Villaggi dei Bambini Venezuela.
Terremoto Venezuela 2026: i dati aggiornati
Lo scorso 24 giugno 2026, due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Venezuela centro-settentrionale, con epicentro lungo l'asse San Felipe–Yumare–Montalbán (Yaracuy/Carabobo). Le due scosse, avvenute a meno di un minuto di distanza, hanno generato oltre 1.300 scosse di assestamento e interessato sette stati, con La Guaira tra le aree più devastate.
La violenza del sisma, unita alla vulnerabilità del territorio — edifici non adeguati agli standard antisismici, alta densità abitativa e anni di sottoinvestimenti — ha provocato crolli estesi e reso estremamente difficili le operazioni di soccorso.
Secondo gli ultimi dati ufficiali, il bilancio è salito a:
4.930 vittime
16.740 feriti
17.907 persone rimaste senza casa
128.000+ famiglie assistite dalle autorità
Le aree colpite dal terremoto del 24 giugno 2026 in Venezuela.
L'emergenza umanitaria resta gravissima: 6,76 milioni di persone sono state coinvolte dal sisma e 1,8 milioni necessitano di assistenza umanitaria immediata, tra cui 680.000 bambini e bambine. Sono stati danneggiati almeno 38 ospedali e migliaia di edifici, mentre la risposta si concentra ora sul ripristino dei servizi essenziali e sulla protezione delle persone più vulnerabili.
La terra non smette di tremare
"Abbiamo visto solo l'inizio di questa tragedia. Ora cominceremo a vederne tutti gli effetti e le conseguenze."
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Ilvania Martins Direttrice di SOS Villaggi dei Bambini Venezuela
Ilvania Martins cammina tra le macerie a La Guaira, una delle zone più colpite dal terremoto. Racconta di famiglie che non si danno pace e aspettano ancora, a quasi un mese dal crollo, di sentire i soccorritori gridare il nome di un loro caro che non riescono a trovare.
La separazione: il dolore più grande per i bambini
"Per un bambino la sicurezza non è un concetto astratto, ha il volto, ha la voce, ha un corpo e ha il corpo di chi si prende cura, quindi la separazione dei genitori o dei caregiver anche temporanea può amplificare enormemente il terrore perché il bambino perde proprio la persona che dovrebbe aiutarlo a dare senso a ciò che è accaduto."
TN
Teresa Ngigi Mental Health and Psychosocial Support Advisor, SOS Villaggi dei Bambini
A questo si aggiunge il cosiddetto "survivor guilt": "Si tratta del senso di colpa per essere sopravvissuti, che possono provare adulti e bambini e che li porta a chiedersi se avrebbero potuto fare di più. È una sensazione terribile che ha bisogno di molto lavoro", continua Ngigi.
Le scosse di assestamento aumentano paura e ansia
Ad aumentare il senso di spaesamento e insicurezza sono le continue scosse di assestamento, che non permettono alla terra di smettere di tremare sotto i piedi dei venezuelani. Secondo il sismologo venezuelano Feliciano de Santis, le scosse dureranno per i prossimi 3-6 mesi: ad oggi ne sono già state registrate più di 1.300.
"Ogni volta che si verifica una scossa di assestamento, sembra di rivivere i terremoti più forti del 24 giugno. Il continuo susseguirsi di queste scosse ha aumentato l'ansia, il nervosismo e l'incertezza tra la popolazione sul campo."
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Ilvania Martins Direttrice di SOS Villaggi dei Bambini Venezuela
Come interviene SOS Villaggi dei Bambini in Venezuela
La presenza sul territorio venezuelano da quasi cinquant'anni ha permesso all'Associazione di attivarsi immediatamente per far fronte all'emergenza. Dal 24 giugno, senza sosta, gli operatori di SOS Villaggi dei Bambini Venezuela lavorano per:
- Fornire primo soccorso psicologico, tramite l'attivazione di una linea telefonica gratuita per bambini e adulti e la possibilità di recarsi in presenza presso una delle strutture più vicine all'epicentro, nelle aree di Caracas, La Guaira e Aragua, dove SOS Villaggi dei Bambini ha già programmi attivi.
- Partecipare al cluster nazionale di azione umanitaria, attraverso cui diverse organizzazioni della società civile rispondono all'emergenza. "Il coordinamento è ancora difficile perché sul campo ci sono molta devastazione e confusione, ma l'obiettivo è lavorare in modo organizzato, rimanendo concentrati sui nostri beneficiari di riferimento", spiega Martins.
- Distribuire pacchi di aiuti alimentari a circa 2.500 persone, contenenti anche articoli per l'igiene e medicinali.
- Costruire spazi child friendly nelle aree vicine ai programmi già esistenti: "Si tratta di luoghi che permettono ai bambini di tornare a vivere quella normalità che il terremoto ha spazzato via, di giocare e fare attività ricreative, mentre gli esperti offrono supporto e osservano la risposta all'evento traumatico di ciascuno di loro, per capire come agire", spiega Teresa Ngigi.
Le reazioni dei bambini dopo il terremoto
"Stiamo riscontrando stress post-traumatico, paura, in particolare i bambini hanno terrori notturni, attacchi di panico e ansia, tutti derivanti dalla situazione post-terremoto. In molti casi i bambini hanno dovuto lasciare le proprie case perché sono andate distrutte."
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Ilvania Martins Direttrice di SOS Villaggi dei Bambini Venezuela
L'associazione sta lavorando anche per supportare le figure di riferimento principali: "Anche gli adulti sono colpiti e hanno bisogno di sostegno per potersi prendere cura dei bambini e delle altre persone sotto la loro responsabilità. Tutto questo in uno stato di stress e paura, senza sapere cosa succederà domani perché si trovano in un rifugio o perché non hanno più una casa".
Il team venezuelano sta facendo il possibile per permettere ai bambini di continuare a vivere la loro infanzia, fatta di routine e di gioco, essenziale per distrarli da ciò che accade attorno a loro. Il terremoto ha colpito anche gli stessi operatori, che stanno ricevendo supporto psicologico e la possibilità di turnare di più per raggiungere i propri cari: "Chiunque si trovi nel Paese, che sia colpito direttamente o meno, sta attraversando un momento difficilissimo. È molto dura e complicato. Non ci sono parole per descriverlo".
Un appello: "Non dimenticateci"
Educatori e operatori da soli non sono in grado di far fronte a un evento di tale portata: per questo la Direttrice è già in contatto con esperti e professionisti che hanno collaborato in passato con l'associazione, ma servono fondi per organizzare un lavoro ampio e duraturo sul campo con famiglie, bambini e comunità.
"Per favore, non dimenticateci. Perché le notizie passano in fretta. Abbiamo visto solo l'inizio di questa tragedia. Ora cominceremo a vederne tutti gli effetti e le conseguenze. Ci sono ancora operazioni di soccorso in corso, si stanno rimuovendo le macerie e le famiglie sperano ancora di trovare i propri cari in vita. I danni materiali sono ingenti e le famiglie e i bambini hanno bisogno di sostegno. Le necessità di aiuto sono molteplici. Questa tragedia continuerà per molto tempo, finché il Venezuela non potrà riprendersi dalla situazione creata dai terremoti del 24 giugno. La strada sarà senza dubbio lunga. Lo ribadiamo: i terremoti hanno lasciato crepe visibili ma anche crepe invisibili, quelle crepe emotive che hanno i bambini e le loro famiglie. Dobbiamo concentrarci sul recupero di quei sogni e di quelle anime che sono rimaste lì, in uno stato di shock e intrappolate in una situazione così complessa. È una situazione difficilissima. Ma noi siamo qui e questa è la cosa più importante. Abbiamo questa possibilità. Se Dio ci ha permesso di essere qui, abbiamo l'opportunità di aiutare chi ha bisogno di noi. E penso che questa sia la cosa più importante in questo momento: possiamo fare molto per i bambini e le famiglie che hanno bisogno di noi."
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Ilvania Martins Direttrice SOS Villaggi dei Bambini Venezuela
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