"Ogni famiglia felice si assomiglia, ma ogni famiglia è infelice a modo suo", scriveva Tolstoj nelle pagine del suo famoso libro Anna Karenina. Purtroppo non è sempre così: ci sono famiglie in cui quell'infelicità è tanto spiccata da rischiare di segnare, più di altre, per sempre il futuro dei figli che nascono al loro interno.

Se non si può scegliere in quale famiglia venire al mondo, si ha però il diritto di decidere da quali modelli distaccarsi per spezzare le catene di meccanismi circolari che non mettono al centro il benessere dei minorenni. È proprio questo che sostiene a gran voce la proposta di legge "Liberi di scegliere".

"Liberi di scegliere" è quasi legge: la tutela dei figli della mafia

Lo scorso 1° luglio la Camera dei Deputati ha approvato all'unanimità la proposta di Legge "Liberi di scegliere", volta a tutelare i figli nati in famiglie mafiose, ma anche tutte quelle donne e quegli uomini che decidono di dissociarsi dai contesti della criminalità organizzata.

Quella che si appresta a diventare una legge vera e propria, dopo il vaglio del Senato, si rivolge a minorenni e giovani adulti (fino ai 25 anni di età) che si trovano a vivere in situazioni di grave e concreto pericolo per la propria salute psicofisica a causa di un contesto familiare criminale, sia esso di stampo mafioso, legato ad associazioni a delinquere o al traffico di droghe. Il provvedimento si rivolge inoltre alle madri che vogliono scappare da queste situazioni insieme ai loro figli.

Dal "Metodo Di Bella" alla legge nazionale

Il testo nasce dall'esperienza del "metodo Di Bella", ideato dal giudice Roberto Di Bella. La sua esperienza maturata al Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, gli ha dato modo di constatare quanto la famiglia sia centrale nei contesti mafiosi.

La 'ndrangheta, spiega il giudice in un'intervista rilasciata a Vita, ha una struttura strettamente familiare. Accade spesso, infatti, che i figli dei boss mafiosi finiscano per macchiarsi di plurimi omicidi già da minorenni; pertanto, è fondamentale esserci per loro e garantirgli gli strumenti necessari a fuggire da una famiglia che non sempre rappresenta il posto migliore in cui crescere.

La rivoluzione delle nuove misure per proteggere madri e bambini

Le misure introdotte dal testo di legge si possono dividere in due macro-categorie: quelle di protezione personale e quelle di assistenza sociale ed economica.

Si tratta di una svolta rivoluzionaria. Per la prima volta, lo Stato crea una rete strutturata e permanente di servizi, dimostrando di essere a fianco di chi vuole rompere il cerchio malato della criminalità organizzata, dando a bambini e adulti la possibilità di scegliere un futuro diverso.

🛡 Protezione Personale

Sono stati codificati per la prima volta strumenti specifici e urgenti per coloro che decidono di fuggire dal contesto criminale. Anche in assenza dello status di "collaboratori di giustizia", viene garantito a mamme e bambini un trasferimento immediato, documenti di copertura, il cambio delle generalità e la secretazione degli atti legati al trasferimento per evitare il rintracciamento.

🤝 Assistenza Sociale ed Economica

Queste misure cercano di rendere l'allontanamento un percorso assistito. Lo Stato offre supporto psicologico, pedagogico e sociale a chi si allontana dal nucleo familiare, oltre a sostegno economico, accompagnamento alla ricerca di un nuovo lavoro e percorsi di integrazione scolastica e lavorativa.

In ogni caso, l'allontanamento dal contesto familiare e territoriale rappresenta l'intervento più incisivo ed è previsto solo nelle situazioni di maggiore gravità. Negli altri casi, la legge privilegia percorsi di accompagnamento e sostegno sul territorio attraverso interventi socio-educativi, educativa domiciliare, attività culturali e sportive, oltre al sostegno economico necessario a favorire l'autonomia.

L'obiettivo principale rimane quello di costruire attorno al bambino o alla bambina una rete di protezione capace di offrirgli strumenti, opportunità e risorse per compiere una scelta libera e consapevole del proprio futuro.

Il commento di SOS Villaggi dei Bambini: "Proteggere i minorenni dalla propria famiglia"

Per una realtà come SOS Villaggi dei Bambini, che da ormai più di sessant'anni in Italia si occupa di diritti dei minorenni, accoglienza e supporto alle famiglie in contesti di fragilità, il risultato raggiunto alla Camera è eccezionale.

La nostra Organizzazione mette sempre al centro il superiore interesse del minorenne e auspica il ricongiungimento familiare laddove possibile. Consapevole che, quando non lo è, è fondamentale che il bambino o la bambina possa contare su una rete di adulti pronti a prendersi cura di lui o di lei.

"Noi di SOS Villaggi dei Bambini siamo molto lieti di questa approvazione all'unanimità della proposta di legge 'Liberi di scegliere'. È una prassi che conosciamo molto da vicino, avendo come organizzazione seguito per molti anni un programma in Calabria e avendo anche avuto occasione di incontrare il giudice Di Bella, che ringraziamo sentitamente per il coraggio, la determinazione e la capacità di ascolto dimostrata.

Crediamo che questo principio fondamentale, ossia che il superiore interesse dei minorenni venga prima di tutto, prima degli adulti, anche quando gli adulti sono i propri familiari, sia effettivamente un traguardo, e che lo Stato debba tutelare l'interesse di bambini e ragazzi come primo obiettivo. A partire da questo importante risultato, in primis culturale, è importante che questa tutela preminente dell'interesse dei minorenni, possa valere sempre, consapevoli che, in situazioni gravi, tutelare l'interesse di bambini e ragazzi può voler dire proteggerli, possibilmente temporaneamente, anche dalla propria famiglia."
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Samantha Tedesco Responsabile dell'Accademia SOS, SOS Villaggi dei Bambini

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