Nancy diventa un’insegnante d’asilo, ma un giorno vede l’inserzione lavorativa dei Villaggi SOS. “Non avevo alcuna idea di che cosa fosse un Villaggio, ma soddisfavo le loro richieste e così inoltrai la domanda. Al colloquio parlai presentandomi esattamente com’ero, dicendo proprio come mi sentivo. Quando mi dissero quali problematiche avessero i bambini accolti, ricordai quanto fossi stata preoccupata riguardo agli orfani ed alle vedove.” Nancy afferma che in quel momento non c’era nessun’altra cosa che desiderasse di più: voleva fare la Mamma SOS. “Non desideravo un marito né altri bambini miei”.
Nancy non è diventata subito Mamma SOS, perché aveva altri 2 figli piccoli. “Non mi promisero subito il lavoro di Mamma SOS, poiché i miei figli erano ancora molto piccoli allora, e mi è stato detto onestamente: “Mamma i tuoi bambini hanno bisogno di te”. E’ difficile per un’africana dimenticarsi dei figli, anche se è necessario guadagnarsi il pane quotidiano, soprattutto per una donna sola.
I collaboratori SOS non volevano però fare a meno di me e mi dissero che dovevo aspettare. Un anno più tardi mi ho iniziato a lavorare. Prima, mi mandarono a frequentare un corso di formazione per quattro o cinque mesi.”
Nancy poi ci racconta della gestione della casa:”Noi Mamme SOS abbiamo denaro suffiente per gestire la casa, il vestiario, il cibo e l’istruzione. Se tu guardi una donna o una coppia che vive fuori con due o tre figli, la loro vita non è la stessa. Devono lottare per tutto. Una differenza tra le mamme SOS e le mamme biologiche è che una madre che vive fuori del Villaggio ha la possibilità di portare aventi il suo clan (in Africa molti clan sono matrilineari e non partilineari). Ho bambini provenienti da ogni sorta di tribù e da vari circondari. Non so esattamente ciò che ogni bambino abbia ereditato dai suoi genitori naturali. Se un bambino è stato appena abbandonato, non si sa proprio nulla riguardo al suo ambiente.”
I BAMBINI AFFIDATI ALLE CURE DI NANCY
“Hanno bisogno di riconoscimento, non importa se piccolo”
Nancy ci parla dei bambini che fanno parte del suo nucleo familiare SOS.
“Fede era molto malata quando arrivò al Villaggio. Non mi piace pensare a ciò che sembrava allora. Passai la notte assieme a lei nel mio letto. Era così piccola… e dovevo darle la medicina. Non chiusi occhio tutta la notte, poiché ero convinta che non sarebbe sopravvissuta alla notte. Ma ringrazio Dio e una delle mamme SOS che mi incoraggiò. Aveva una “jamba”, cesto con verdure e soprattutto spinaci. Mi disse:”D’ora in avanti, non hai più bisogno di portare al mercato il tuo cestino. Vieni da me tutti i giorni e prendi da sola gli spinaci. Dai molto da mangiare alla bambina, fino a che sia di nuovo forte”. Trovavo che fosse difficile essere all’altezza di questa situazione, ma non volli dire nulla. “
Fede si è ripresa, grazie anche all’amore di Nancy “Quando Fede si accorse che era in un mondo diverso e che c’era qualcuno che l’amava, cominciò a emettere suoni: “Ta, tata”, poi “mama”. Riusciva a parlare, solo che prima non aveva mai avuto nessuno con cui potesse ridere o comunicare. Era anche sana psicologicamente. E’ intelligente, ricettiva, e molto brava a scuola. Ha fiducia in se stessa, è aperta con tutti e ride sempre. Siamo molto intime. La sua debolezza è che talvolta è smemorata. Fede desidererebbe essere un’insegnante e penso che potrebbe farcela. Parla in modo disinvolto davanti ad altre persone e si sa esprimere bene in inglese. “
Nancy ci racconta anche degli altri bambini, iniziando dal più giovane: “Davide è molto dolce e mi ama. Gli piace giocare, ma è un po’ lento nell’apprendere. Non riesce a concentrarsi molto. Ad esempio, se gli dici di pulirsi le scarpe, prima andrà a giocare. Quando ritorna ha dimenticato che doveva pulirsi le scarpe. Ama la gente, anche se non gli piace vedermi con altra gente. E’ sempre il primo la mattina ad entrare nella mia stanza per svegliarmi e a chiedermi: “Mamma hai avuto una buona notte?” Margherita è la sorella di Davide. Sono molto simili.
E’ dotata di senso musicale, di buone maniere ed è sempre sorridente. Se soltanto fosse migliore a scuola! Le dico: “Margherita, tu puoi essere Miss SOS o Miss Kenia anche con una qualifica accademica. L’esser bella soltanto non ti aiuterà molto nella vita. Non riceverai nessun riconoscimento, se non sai esprimerti correttamente.” Adesso sta cercando di migliorare.
Hermann è il fratello di Fede. E’ amichevole e ride sempre. E’ bravo in scienze, ma non in matematica. Lo incoraggio dicendogli che avevo gli stessi problemi, fino a che mi accorsi che dovevo fare domande. Tutto quello che desidera fare è giocare ma non va molto d’accordo con i bambini della sua età. Passa la maggior parte del suo tempo con bimbi più piccoli. Gli educatori dicono che probabilmente il problema sta nel fatto che da piccolo è stato troppo poco in contatto con bambini coetanei. Così lo incoraggio e dico agli altri ragazzi che dovrebbero cercare di includere anche lui. Ho notato che sta lentamente migliorando. I bambini hanno bisogno di riconoscimento, non importa se piccolo.”