Vi presentiamo Emi, la nuova sindaca del Villaggio SOS di Vicenza

Il Villaggio SOS di Vicenza ha il suo “sindaco”: Emi, 17 anni, abita in una casa famiglia del Villaggio, frequenta una scuola alberghiera e nel fine settimana lavora come barista.

Il programma elettorale del nuovo sindaco - Nel suo “programma elettorale” ha scritto di voler “ascoltare i bisogni e i desideri” di tutti i ragazzi del Villaggio. Per la scrittura del programma, Emi si è confrontata con la sua educatrice residenziale: “Ho ascoltato le richieste dei bambini e dei ragazzi del Villaggio e poi lei mi ha aiutata a metterle in ordine di importanza”, spiega. La sua prima azione da sindaco sarà sistemare la segnaletica del campo di calcio e da basket dove giocano quotidianamente i bambini del Villaggio.

“Ho poi proposto di fare delle gite, sia culturali che divertenti, perché abbiamo età ed esigenze diverse”. Emi è pronta all’ascolto di tutti: “Ciascuno da oggi potrà venire da me per parlare di desideri o aspetti problematici, e io farò da portavoce”. Lo farà con una squadra, come una piccola “giunta” del Villaggio, che si sta costituendo per convogliare l’energia positiva dei ragazzi in un progetto condiviso. Ci sarà chi si occuperà di sport, chi di ambiente e di musica e anche un rappresentante dei più piccoli, per immaginare insieme il futuro del Villaggio e agire concretamente: “Chi chiacchiera troppo, fa poco!” è lo slogan del sindaco neoeletto.

Emi resterà in carica per 6 mesi, rinnovabili per altri 6. “Questo tempo vuole rispettare la media di permanenza dei nostri ragazzi al Villaggio - spiega Piera Moro-, che è di poco più di 2 anni, e anche garantire una rotazione in questo ruolo tra i ragazzi del Villaggio”. L’effettiva operatività del sindaco sarà costruita con la direzione del Villaggio, che metterà a disposizione dei ragazzi un budget e con cui la nuova “giunta” avrà una linea diretta e un dialogo costante, per rappresentare tutti i bambini e i ragazzi.

Partecipazione e crescita - Si costruisce così, attraverso la partecipazione, il domani del Villaggio SOS di Vicenza, dei paesi e delle città che questi ragazzi abiteranno un domani. “Se i ragazzi riconoscono che c'è una famiglia che li accoglie e li fa crescere, diventeranno loro stessi capaci di costruire famiglia e comunità accoglienti, dice Piera Moro. Così, sapranno anche riconoscere che la democrazia è un valore che va difeso, ma soprattutto vissuto”. Durante un lavoro di gruppo i ragazzi hanno discusso di cosa rappresenta per loro il Villaggio e la risposta votata a maggioranza è “una seconda famiglia, dove ci aiutiamo a vicenda, con rispetto e fiducia, condividendo gioie e momenti difficili nell’amicizia. Qui siamo tutti liberi di sognare in grande e lottare con l’aiuto di molti per realizzare i nostri desideri”.

Un pensiero importante che lascia a tutti noi un’occasione di riflessione.
 
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