La storia di Saliou: dal Gambia al Villaggio SOS di Vicenza

Saliou è un giovane ragazzo di 16 anni che ha impiegato un anno e mezzo per arrivare dal Gambia a Lampedusa.

Saliou è scappato dal suo Paese perché da quelle parti nessuno è libero. Quando aveva appena 7 anni la dittatura si è presa suo padre, colpevole di essere un professore con l’abitudine di parlare di temi scomodi quali la libertà e i diritti umani.

Da quel giorno tutto è cambiato. Sua mamma, devastata dal dolore, se ne è andata di casa lasciando i suoi figli a uno zio dal quale Saliou è rimasto fino al giorno in cui non ha trovato la forza e il coraggio di partire. Tre giorni di autobus per raggiungere il Niger. Poi la Libia, l’inferno. Qui ha visto morire diverse persone con le quali aveva condiviso il viaggio, i sogni e le fatiche. Scene orribili che ancora oggi lo perseguitano di notte.

Il biglietto per il gommone che lo ha portato a Lampedusa se lo è pagato facendo per 8 mesi lo schiavo nella casa di un suo stesso connazionale. L'attraversata del Mar Mediterraneo è meno lunga ma non meno terrificante. “Lì davvero la morte mi ha guardato negli occhi” – ricorda Saliou. Ora è accolto nel Villaggio SOS di Vicenza. A settembre ha assaggiato il suo primo acino d'uva. A dicembre ha visto il suo primo fiocco di neve.

“E ora cosa vuoi fare Saliou?”, “Voglio studiare e diventare un attivista dei diritti umani, poi tornare nel mio Paese e battermi per la democrazia. Lo devo ai miei fratelli e soprattutto a mio padre che per questo ha dato la sua stessa vita.” 
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