#InYourShoes: ragazzi italiani e stranieri si confrontano a Crotone

SOS Villaggi dei Bambini partecipa al mese del benessere psicologico a Crotone, con laboratori sulle Life Skills al fine di promuovere lo scambio interculturale.


Si sta per concludere a Crotone, il Mese del Benessere Psicologico organizzato dall’Ordine degli Psicologi Calabria. L’iniziativa ha coinvolto molti professionisti del territorio con numerose attività ed eventi, portate avanti in tutto il mese di Novembre.

All’interno di questa iniziativa anche SOS Villaggi dei Bambini, che a Crotone è presente con un programma di supporto Psicosociale, ha preso parte al progetto dando il suo contributo. SOS Villaggi dei Bambini si è rivolta da un lato, agli insegnati, con una formazione sul tema dello Stress Management, ma ha anche attivato un ciclo di laboratori, dal titolo “#InYourShoes”, che ha visto coinvolti minori italiani dell’istituto Gravina di Crotone e Minori Stranieri non Accompagnati presenti all’interno di uno dei centri d’accoglienza del crotonese.

Il programma che ha interessato più di venti ragazzi e ragazze stranieri e italiani è stato suddiviso in quattro incontri. I primi tre rivolti ai ragazzi italiani, con i quali l’equipe di SOS Villaggi dei Bambini ha riproposto in pillole l’intervento sul tema delle Life Skills, che porta avanti già da tempo all’interno dei centri emergenziali con Minori stranieri non accompagnati, e infine un ultimo incontro in cui i ragazzi italiani e stranieri si incontreranno, al fine di conoscersi favorendo lo scambio interculturale.

I primi tre laboratori sulle Life Skills avevano lo scopo di lavorare, tramite il metodo del teatro sociale e un approccio psicosociale, sui temi dell’identità, della coscienza di se e di chi ci circonda, ma anche sul tema del decision making. Senza trascurare come obiettivo trasversale quello della creazione del gruppo, al fine di preparare i ragazzi allo scambio con i loro coetanei stranieri.
Conoscere prima se stessi per poi incontrare l’altro al di là degli stereotipi, non come diverso ma come adolescente con pensieri e sogni comuni.  Se infatti al primo incontro Lucia* ci dice “è così bello parlare di sé” in quello successivo Marco approfondisce il tema dell’identità con un pensiero: “Io sono io, prima di essere la mia cultura la mia religione e tutto il resto”.

Dopo aver introdotto il tema del network (chi c’è intorno a me), e aver immaginato un eventuale network di un minore straniero che viene in Italia da solo, cominciano i primi dubbi: “Forse però quello che noi pensiamo non è vero, magari sono degli stereotipi, come quando vai all’estero e tutti pensano che gli italiani mangino solo pasta e pizza”, si dovrà aspettare il quarto incontro per dissipare i diversi dubbi.

Durante i primi laboratori molti dei ragazzi si sono dimostrati curiosi e le aspettative sull’ultimo incontro sono diverse, se da un lato c’è la voglia di conoscere nuove culture, realtà e fare nuove amicizie, dall’altra c’è anche la paura di non riuscire a trovare il modo di comunicare reciprocamente.
Francesca però trova subito una soluzione “abbiamo lavorato sul decision making, troveremo un modo per parlare e magari imparare anche una lingua in più!

*i nomi dei ragazzi sono stati modificati per proteggere la loro privacy
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