Le mamme accolte al Villaggio SOS di Trento si presentano

Durante la Settimana dell'accoglienza le mamme richiedenti asilo hanno incontrato la cittadinanza: “Da queste mamme ho imparato il coraggio e la voglia di ricominciare”


Il Villaggio SOS di Trento ha partecipato quest’anno alla Settimana dell’accoglienza promossa dal Cnca (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) nella Provincia di Trento. Il tema proposto nella quarta edizione è stato “Coltivare i doveri, promuovere i diritti”. La Settimana dell'Accoglienza si articola attraverso momenti di riflessione, eventi ed incontri, per oltre un centinaio di iniziative in tutto il territorio. Tanti i momenti di confronto molto partecipati dai cittadini, un'occasione per le associazioni di soliderità e accoglienza per promuovere un’attenzione a questo delicato tema nelle sue svariate forme, ma anche per consentire alle persone un incontro con le diverse realtà che se ne occupano sul territorio.

Il Villaggio SOS si è proposto con due serate di incontro con le mamme accolte nel progetto "Mamma Bambino" e con le donne richiedenti asilo, anch’esse accolte con i loro bambini. Incontri molto semplici e informali che hanno messo al centro la vita e le esperienze di queste donne che hanno vissuto situazioni difficili e impegnative ma che allo stesso tempo sono persone comuni, che cercano dl tenere insieme i pezzi della vita loro e dei propri figli cercando la forza dentro di sè. “Un anno fa io non ero neanche l’ombra di ciò che sono ora e anche se non è stato facile ce l’ho fatta e penso che ce la posso fare - racconta una mamma durante la serata -. Questa esperienza mi ha nsegnato molte cose e proverò a tenermi stretta le cose bellissime che ho vissuto in tutto questo tempo”. Ci vuole tanto coraggio ed è facile cadere nello sconforto, in più la grande difficoltà di essere straniere in un Paese sconosciuto rende tutto ancora più difficile. Al Villaggio SOS gli operatori hanno il compito di accompagnarle e sostenerle ma anche questo non è un compito facile: "E’ stato difficile all’inizio per me - racconta una delle donne - avere un operatore che mi insegnava le cose, io che mi sono sempre arrangiata sin da piccola: cosa aveva da insegnarmi? E poi finire qui, a vivere con altre persone? Io che sono sempre stata autonoma e non ho mai avuto bisogno di nessuno? Dopo un po’ di mesi invece per la prima volta mi sono sentita di appartenere a qualcuno, di essere parte di qualcosa”.

Ma sono soprattutto le persone che vivono fuori dal Villaggio SOS che devono conoscere queste storie, capire che dietro una persona "diversa", più fragile, che è rimasta sola, c'è qualcuno che ci somiglia e che vive le stesse gioie e gli stessi dolori di tutti noi.
Durante la serata sono stati mostrati dei video chiedendo ai presenti di soffermarsi sui volti delle persone, di ascoltare le musiche e le testimonianze di queste donne venute da lontano. Entrambi gli incontri si sono conclusi con un momento conviviale con pietanze perparate dalle mamme con i colori e profumi della cucina africana che tutti hanno apprezzato.

Queste le parole di alcuni dei presenti al termine degli incontri:

Da queste mamme ho imparato il coraggio e la voglia di ricominciare e mi hanno insegnato che la prima persona a cui devi essere grata nei momenti di difficoltà sei te stessa che nel mezzo delle tue paure hai saputo nuotare più forte della corrente per risalire il fiume, uscirne e costruire una nuova vita”.

Mi hanno insegnato che chiedere aiuto non è sintomo di debolezza, ma volontà di migliorarsi e imparare sempre qualcosa di nuovo. Mi hanno insegnato il valore di sentirsi prima di tutto donna e poi madre. Mi hanno fatto emozionare con le loro storie, con la loro voglia di scherzare, di voler sempre condividere tutto, anche il cibo, con noi”.
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