Sandro e Remo: due volontari per aiutare la primavera nel parco del Villaggio SOS

Dal Villaggio SOS di Trento arriva il racconto dell'esperienza di due giardinieri in pensione che da anni si occupano del verde

Giovanni Odorizzi, direttore del Villaggio SOS di Trento ci ha raccontato l'esperienza di volontariato di Sandro e Remo, che da tanti anni, con l'imminente arrivo della primavera, si occupano di aiuole e alberi nel grande parco in cui è immerso il Villaggio SOS. Ma dietro la potatura di rami e la cura dei fiori c'è molto di più: c'è la voglia di coltivare il bello per chi ha sofferto.

"Il Villaggio SOS, nei pensieri del nostro fondatore, Hermann Gmeiner, doveva essere simile al piccolo villaggio in cui era cresciuto, la piccola “patria” che aveva saputo stringersi solidale alla sua numerosa famiglia nel momento in cui, con la perdita della mamma, le cose si erano fatte più difficili in casa. Una realtà di persone diverse in tutti i sensi, che funzionava perché ognuno dava il proprio contributo e senza il quale qualcosa di importante sarebbe mancato.
Il Villaggio SOS di oggi è una realtà che si è fatta complessa e che richiede pertanto una organizzazione attenta e strutturata attorno a figure professionali dalle molteplici competenze. Ma non si arriva dappertutto, nemmeno rispetto a cose abbastanza essenziali che di solito restano fuori addirittura dall’immaginazione.

Il Villaggio SOS di Trento, ad esempio, è una piccola comunità che ha bisogno di una costante manutenzione dei beni che consentono non solo l’ospitalità ma, nell’ospitalità, la cura e l’attenzione per la bellezza. Persone che hanno avuto una storia difficile e che si trovano, attraverso l’accoglienza, a provarne una svolta positiva, hanno bisogno di vivere in un ambiente bello: questo sta alla base di tutto il resto. 

Ecco allora che diventano preziosissimi i nostri volontari, Remo e Sandro: l’uno giardiniere del Comune di Trento da poco in pensione, l’altro appassionato di ambiente e natura. In più sono grandi amici. Da molti anni “appaiono” al Villaggio SOS quando la primavera è ormai alle porte: ci sono le potature da fare nel parco, ci sono da sostituire le piante, c’è da rimettere bene in squadra la siepe e tutto quello che noi non sappiamo nemmeno pensare ma di cui godiamo quando stiamo all’aperto. E poi in autunno c’è da accompagnare il riposo della natura: mettere le foglie alle radici perché le piante non prendano gelate, predisporre gli spazi per nuove semine. Certo la natura è vita per se stessa: ma non è tutta magia, c’è il lavoro, appassionato di Remo e Sandro che l’accompagna e in certi casi la sostiene.
 

Ma l’aspetto interessante è il perché loro sono qui. “Ti ricordi Remo, quando tanti anni fa ti abbiamo incontrato qui nel parco, al tuo lavoro, e ti abbiamo chiesto se ci davi una mano?" Prima hai voluto sapere “Cos’è ‘sto Villaggio SOS? Bambini, ragazzi, Mamme per “vocazione?”. “Sì, semplicemente questo”. E lui per loro è venuto e si è portato dietro Sandro. Per loro tutti gli anni a primavera e in autunno. Per loro hanno dato ciò che sono, con lo sguardo limpido e sereno: hanno certo intuito storie, hanno anche osservato momenti critici, forse si sono fatti delle domande ma ciò che li ha fatti desistere dal voler dare il proprio contributo.

In questo modo, col passare degli anni, hanno fatto con noi l’esperienza più bella: cambiano i tempi, cambia la società, non siamo più tutti “trentini” al Villaggio SOS, anzi la maggioranza non lo è. Molti arrivano da lontano in tutti i sensi. Adesso ci sono anche le mamme con i loro bambini, storie difficili di vita familiare in cerca di riscatto e mamme un po’ speciali, quelle dei viaggi della speranza. E i bambini, tutti belli. Il loro gesto di cura per il bello, per lo spazio verde che ci accompagna e che spesso ci rasserena, continua quasi senza accorgersi di quello che tutti chiamano “il cambiamento”, è buono per tutti, non sente e non fa differenze. E noi possiamo leggere tutto questo in un semplice fiore.
 
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