Aziende – 28.06.2019

"Le aziende possono fare tanto per i bambini in difficoltà. Tutti dobbiamo dare in nostro contributo"

Anima Confindustria Meccanica Varia rinnova il suo supporto SOS Villaggi dei Bambini nei progetti rivolti ai giovani in uscita dai percorsi di accoglienza. Abbiamo intervistato il Presidente Marco Nocivelli.

Domanda: Ingegner Nocivelli, innanzitutto complimenti per la nuova nomina a Presidente di ANIMA Confindustria Meccanica Varia per il prossimo quadriennio. E grazie per aver scelto di proseguire nella collaborazione tra SOS Villaggi dei Bambini per i prossimi due anni. Entro il 2030 i Paesi delle Nazioni Unite, compresa l’italia, sono chiamati a concorrere al raggiungimento dei Sustainable Development Goals. Le imprese di tutto il mondo, di qualsiasi dimensione e settore produttivo, sono chiamate a dare un contributo importante nell’era SDGs attraverso nuovi modelli di business responsabile.Come pensa si possa inserire in questo contesto la nostra collaborazione?

Nocivelli: La responsabilità sociale per le aziende si declina in molte forme. L’uso consapevole delle risorse ambientali, ed in particolare dell’energia, è un tema sempre caro all’Industria Meccanica. La valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo delle comunità locali sono in linea con le nostre iniziative volte a promuovere la formazione delle persone che devono poter affrontare le sfide del domani. Siamo anche in favore del concetto giapponese di Society 5.0 ovvero una società centrata sull'uomo in cui chiunque può godere di un'alta qualità della vita e dove viene riconosciuto un più elevato valore alla collaborazione tra uomo e macchina incorporando tecnologie avanzate in diversi settori e attività sociali e promuovendo l'innovazione per creare nuovo valore. Questa nuova tendenza ricalca quanto professiamo da sempre, cioè che il mondo migliora grazie alle migliori tecnologie che sappiamo mettere a disposizione.

In questo contesto, penso che la collaborazione con una realtà come SOS Villaggi dei Bambini sia un ottimo esempio di come le rappresentanze di settore possano dare il proprio contributo per creare consapevolezza sul tema nelle aziende. Conoscere l’impegno di queste realtà verso i bambini consente alle aziende di capire come orientare le proprie risorse.

D: SOS Villaggi dei Bambini crede che ogni bambino debba crescere nell’amore, nel rispetto e nella sicurezza. Per noi ogni bambino è unico e rispettato: riconosciamo il loro potenziale e li guidiamo e accompagniamo nel percorso verso l’indipendenza. Per noi ogni bambino ha bisogno di una figura genitoriale stabile e premurosa. Cosa in particolare l’ha colpita rispetto al lavoro di SOS Villaggi dei Bambini?

N: Spesso siamo distratti dal mondo industriale in cui ci muoviamo e non ci accorgiamo dei problemi che affliggono popolazioni lontane e diseguaglianze sociali vicine a noi. Entrare in contatto con queste realtà, ha una duplice valenza: da una parte ci fa capire quanto possiamo fare per questi bambini in difficoltà senza grande sforzo; dall’altra ci dice che, mettendo a disposizione i giusti percorsi, tutti hanno la possibilità di reinserirsi attivamente nella società.

D: SOS Villaggi dei Bambini accompagna nella crescita migliaia di bambini che hanno alle spalle un vissuto traumatico; secondo lei come il mondo industriale può contribuire alla crescita e alla formazione: non solo assistenzialismo ma piani di crescita che preparino concretamente all’entrata nel mondo del lavoro?

N: L’Industria Meccanica ha un grande bisogno di persone competenti e motivate; accompagnare questi ragazzi nel mondo del lavoro, consentendo loro di raggiungere una indipendenza economica e l’inserimento nella società è utile ai ragazzi, ma rende servizio anche alle nostre imprese.

D: Nella società attuale è molto difficile per qualsiasi neo-maggiorenne essere autonomo, avere un lavoro, un’abitazione ed essere in grado di prendersi cura di se stesso. In Italia il 66% dei ragazzi e delle ragazze tra i 18 e i 34 anni vivono ancora in famiglia. Salvo rare eccezioni, al raggiungimento della maggiore età non corrisponde l’acquisizione della piena autonomia. Per i minorenni che vivono in comunità la situazione è aggravata poiché non potendo contare sul sostegno della propria famiglia di origine, una volta raggiunta la maggiore età, non hanno più diritto a ricevere sostegno dai Servizi Sociali per la Tutela dei Minori.

Come può SOS Villaggi dei Bambini coniugare le esigenze di tutela con gli orizzonti del mondo del lavoro? Che consiglio darebbe ai nostri ragazzi?

N: Oggigiorno quando si parla di Istituti Tecnici e di Scuole Professionali lo si fa con qualche dubbio e pare che la laurea sia l’unica possibilità per avere lavoro. La realtà è che queste scuole sono state per anni le fucine dell’imprenditoria italiana. Come Federazione e come Associazioni collaboriamo con diverse scuole che costruiscono le professionalità future: la scuola per frigoristi, inaugurata a inizio anno in collaborazione con ASLAM e Assofrigoristi, è un esempio tangibile. Ai ragazzi che si avvicinano al mondo del lavoro e all’autonomia dico “Siate curiosi e determinati, ma, soprattutto siate decisi a rialzarvi, perché cadere è un incidente, ma restare a terra è una decisione”.

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