Coronavirus - Brasile – 14.07.2020

Coronavirus: in Brasile colpisce le persone più povere e fragili

Crisi economica, scarse condizioni igieniche, sottovalutazione dei rischi: per migliaia di brasiliani proteggersi dal virus è un lusso che non possono permettersi

Il Brasile è il secondo Paese per numero di contagi da COVID-19 al mondo, con oltre 1,8 milioni di persone malate e oltre 70.000 morti. SOS Villaggi dei Bambini in Brasile aiuta oltre 2.000 famiglie in tutta la nazione, molte delle quali vivono negli epicentri del virus, città enormi e affollate come San Paolo e Rio de Janeiro. Michéle Mansor, il Direttore dei Programmi SOS in Brasile afferma che i poveri - in particolare le persone che vivono nelle favelas - hanno 10 volte la probabilità di morire a causa del virus. Tuttavia, la paura di perdere il lavoro porta molti a continuare a lavorare, esponendosi a rischi enormi.

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Le restrizioni sono state allentate ora in Brasile. È un segno di speranza o di preoccupazione?

È sicuramente un segnale preoccupante. Stiamo affrontando un aumento delle infezioni e dei decessi, ma le persone sembrano non credere a ciò che sta accadendo. Si confonde l'allentamento delle misure di restrizione con la scomparsa del virus. Questo fa aumentare il numero di nuove malati. Il nostro Governo inoltre tende a negare i rischi e ciò induce le persone a ignorare il pericolo. Non abbiamo motivo di avere speranza al momento, al contrario. È tempo di preoccuparsi e aiutare le comunità e le famiglie a comprendere il problema, fornendo loro soluzioni per essere al sicuro
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Gli abitanti delle favelas di Rio, San Paolo e altre grandi città sono maggiormente colpite virus a causa delle condizioni in cui vivono?

Sì, il coronavirus ha colpito le favelas molto duramente. Non solo a causa dell’alto numero di persone che vi vivono, ma anche perché la maggior parte delle case non sono in condizioni sanitarie adeguate, a volte non hanno nemmeno accesso all'acqua o all'energia. La domanda è: come gestire in questi luoghi un virus che può essere affrontato solo con adeguate precauzioni igieniche? E quando qualcuno è malato in famiglia, come si può isolarlo in case così piccole, a volte con una sola stanza per tutti?

A San Paolo, le persone che vivono in aree più povere e contraggono il virus hanno una probabilità di morire fino a 10 volte maggiore rispetto alle persone nelle aree ricche. Nonostante ciò, in alcune favelas, a causa della mancanza di servizi, le persone devono organizzare da soli la propria lotta contro il coronavirus. In alcuni dei quartieri più colpiti alcune persone si stanno organizzando le proprie ambulanze, creando fondi per la disoccupazione e persino dei database indipendenti per tracciare i malati e i decessi.


Quali sono le priorità attuali per le famiglie in difficoltà in Brasile?

In primo luogo, sopravvivere economicamente e allo stesso tempo, sopravvivere al virus. Lavorano a fatica e il loro stipendio gli consente solo di mettere il cibo in tavola: per questo dovendo uscire di casa ogni giorno per guadagnarsi da vivere, non esporsi al virus è un lusso che non possono permettersi. Un altro grande tema riguarda la salute mentale in questo periodo di forte stress, per prevenire situazioni di violenza, abuso di alcol e droghe.

E quali sono invece i problemi che sta generando la chiusura della scuola?

Le lezioni online non sono accessibili a tutti e per i genitori è una grande preoccupazione, perché senza istruzione il futuro dei loro figli è compromesso. La nostra principale preoccupazione è come questo influenzerà il futuro di migliaia di ragazzi e ragazze che non hanno accesso all'istruzione online. E sappiamo con certezza come la mancanza di istruzione ha un impatto enorme sulla propria condizione sociale e lavorativa in futuro.

In che modo SOS Villaggi dei Bambini sta supportando le famiglie durante questa crisi?

Stiamo rispondendo a bisogni di base come cibo, acqua, articoli per l'igiene; ma è molto importante avere anche una presenza effettiva sui territori, aiutando le famiglie ad affrontare le crisi che Covid19 sta causando. Lavoriamo insieme alle comunità per rispondere alle loro esigenze, che al momento sono l’accesso ai servizi di base e all'istruzione, la prevenzione della violenza domestica e il supporto psicologico. C'è davvero molto lavoro da fare e la nostra presenza per le famiglie in difficoltà oggi è più che mai indispensabile.

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